L’importanza di portare

L’importanza del portare Cos’è un mei tai La mia esperienza


L’importanza del portare

Nove mesi nel ventre materno. Movimenti, suoni, sensazioni. Tutto prende forma in quell’angusto spazio, caldo, accogliente, ovattato. Poi la nascita: luci, rumori, nuovi sapori, odori, un mondo tutto da scoprire, ma così diverso da quello che era prima, così incomprensibile… Per fortuna alcune cose non cambiano, alcune cose si riconoscono: il battito del cuore della mamma, la sua voce, il suo profumo, il ritmo del suo camminare.  Ecco cosa restituisce serenità ad un neonato. Ecco perché in braccio alla mamma il suo pianto si placa. Ecco perché portare è un rendere dolce la nascita e la crescita dei nostri bambini.

Portare è un aiuto. Per il neonato che si sente al sicuro; per il bambino che può studiare i grandi e partecipare alle loro attività imparando un sacco di cose; per la mamma che potrà essere indipendente, con le mani libere e un bimbo tranquillo; per il papà che potrà godere della vicinanza di suo figlio e sperimentare quanto sia bello sentirlo addosso..

Portare è un aiuto fisico perché aiuta la termoregolazione del neonato; perché permette la maturazione delle anche del bambino; perché favorisce l’allattamento al seno; perché lenisce le coliche; perché bilancia il peso evitando dolori alla schiena di mamma e papà.

Capirete che portare è bellissimo quando vedrete il vostro bimbo raggiante al solo vedervi con la fascia in mano; quando lo guarderete abbandonato sereno sul vostro petto; quando sentirete la sua risata al vostro orecchio e coglierete il suo sguardo da sopra la vostra spalla; quando il ritmo del suo respiro sulla vostra schiena vi basterà per sapere che si sta addormentando anche se non lo vedete.

Capirete che portare è comodo quando entrerete in un negozio stretto o passeggerete sulla sabbia o su un sentiero di montagna; quando non dovrete correre a casa per la pioggia perché vi basterà aprire l’ombrello per riparare entrambi; quando caricherete la macchina per le vacanze e non dovrete calcolare mezzo bagagliaio per il passeggino; quando potrete rimanere fino a tardi ad una serata tra amici perché tanto il vostro bimbo dormirà pacifico e al sicuro vicino a voi.

Portare è un gesto d’amore; portare è uno stile di maternità e paternità; portare è una scelta pratica; portare è una coccola; portare è…qualcosa di unico per ciascuno di noi!

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Cos’è un mei tai

Il mei tai è un tradizionale “marsupio” di origine asiatica; era costituito da un quadrato di tessuto con quattro bande che uscivano dai quattro angoli e che venivano legate insieme.

Ora questo mezzo per portare i propri piccoli si è evoluto con imbottiture, tasche, moschettoni, reggi-testa… pur mantenendo le caratteristiche di base. Quindi nemmeno io ho “inventato” nulla di nuovo con My Mei Tai, ho solo creato una innovazione dettata principalmente dalle mie esigenze e dalla mia esperienza.

I vantaggi del mei-tai rispetto alla maggior parte dei marsupi in commercio sono parecchi:

  • il bambino sta seduto con le gambe ben divaricate evitando così di caricare il peso sui genitali;
  • la schiena del bambino rimane naturalmente incurvata, in una posizione fisiologica;
  • una volta strette le fasce il bambino è completamente appoggiato a chi lo porta e risulta quindi meno pesante;
  • è più versatile potendo essere usato per portare sia davanti che sulla schiena o sul fianco;
  • si può utilizzare dalla nascita a… quando la schiena di chi porta ce la fa!

Rispetto alle fasce lunghe, che rimangono sempre il sistema più versatile per portare, il mei tai ha un utilizzo più semplice e immediato da capire, qualche filmato su internet basta per imparare le basi se le mie spiegazioni non dovessero essere abbastanza chiare!

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La mia esperienza

Questo blog nasce dalla mia voglia di condividere con altre mamme la mia “scoperta” un po’ tardiva del portare!

Ho avuto una figlia nel 2001, un figlio nel 2003 e allora non conoscevo né fasce né mei tai. I miei primi due figli sono cresciuti in passeggino e in braccio e ricordo quanto era difficile, soprattutto quando ero incinta la seconda volta e con una figlia particolarmente “esigente”.

A novembre 2009 è nata un’altra splendida bambina (in casa, ma questa è un’altra storia!) e io, da mamma più informata e con un nuovo mezzo a disposizione (il mio caro computer!) ho scoperto il mondo delle fasce. Ne ho acquistata una di quelle lunghe, ma non sono mai risucita ad utilizzarla… forse perchè era troppo rigido il cotone, forse perchè era troppo larga, forse perchè non l’avevo mai vista usare…

Intanto Babbo Natale me ne ha portata una elasticizzata, con il moschettone in vita ed è stato un regalo meraviglioso! Ho iniziato ad usarla e, se all’inizio impiegavo mezz’ora per sistemare la piccoletta, nel giro di pochi giorni ero diventata un’esperta e con lei in fascia facevo di tutto, dal cucinare ad andare a prendere i bambini a scuola.

Mi ero fatta lasciare da mia mamma un vecchio giaccone extra-large che copriva sia me che la mia bimba, così non dovevo nemmeno vestirla per uscire: la tutina che indossava in casa era perfetta anche quando fuori faceva davvero freddo. Nemmeno la pioggia era più un problema… con lei nella fascia bastava il mio ombrello! E per strada giravo di nuovo in dimensioni da donna incinta, ma con il pon-pon del suo berrettino che sbucava dal davanti del giaccone!

La scoperta del portare mi ha ridato la libertà e la possibilità di essere indipendente pur avendo tre bambini con tempi e ritmi diversi. Ovviamente in fascia e in mei tai si può anche allattare e si riesce a farlo anche con una certa discrezione… anche al supermercato o stendendo la biancheria in giardino!

Con l’avvicinarsi della primavera, però, il tessuto in jersey della fascia sembrava troppo caldo ed essendo elasticizzato con l’aumento di peso della bambina era diventato anche un po’ scomodo. Così ho fatto ulteriori ricerche in rete e ho trovato una marea di tutorial su come autoprodurre un mei tai. Il cucito è per me un hobby estremamente gratificante, cucire un mei tai non sarebbe certo stato un problema!

Dopo il primo esperimento ho deciso di provarne un altro, stavolta con qualche modifica, soprattutto eliminando l’imbottitura che per l’estate mi sembrava davvero troppo calda.

Poco dopo mi è stato regalato un avanzo di shantung di seta col quale ho deciso di crearmi un nuovo mei tai.

E qui è sorto il grande dubbio; lo imbottisco o no? Dalla risoluzione di questo problema nasce MY MEI TAI!

Con l’arrivo di Samuel, nel 2012 (un altro splendido parto in casa) ho potuto portare in mei tai anche un neonato…  e nel frattempo la mia attività è diventata un vero lavoro e ho iniziato a rivolgermi alle ditte italiane per avere materie prime prodotte quasi a km zero e specifiche per il mondo del babywearing.

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7 thoughts on “L’importanza di portare

  1. Grazie della “dissertazione”, il portare è una cosa meravigliosa!
    Io sono anche stata fortunata, nessuno mi ha mai criticato per questa cosa!
    E’ bello sapere che in giro ci sono persone come te che si danno da fare per diffondere questa pratica utile e semplice.
    Ciao

  2. Domani sono in ferie, e voglio autoprodurre il mio primo mei tai! Uso la fascia da quando rebecca ha 1 mese (ora ne ha 8 e mezzo) e guai se non l’avessi avuta! è intelligente sotto tutti i punti di vista! purtroppo sulla schiena faccio fatica a mettermela da sola, da qui l’idea di farmi un mei tai. Grazie del tutorial! e continua cosi che 6 davvero brava!

    1. Anche qui da me… pagina Shop 😉 Sul modello da preferire dipende molto dalle tue esigenze. Io amo il mei tai tra tutte le fasce, ma ci sono altri supporti che hanno altri vantaggi. Se riesci a trovare una fascioteca nella tua zona puoi provarne qualcuno per poi decidere.

  3. Salve! Sono quasi all’ottavo mese di gravidanza del primo figlio e sarei molto propensa all’uso della fascia ma poi mi domando..e se poi prende il vizio e non vuole più stare da nessuna parte se non in braccio???

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