Sulla scuola pubblica

Posted: 27 Aprile 2014

apple-256261_640Un paio di anni fa, partendo da un video trovato in rete avevo fatto alcune riflessioni sulla scuola pubblica che avevo condiviso con alcune amiche.

Aggiungo ora alcune premesse: ho letto “La scoperta del bambino” di Maria Montessori e l’ho trovato meraviglioso, credo che il suo modo di vedere i bambini sia estremamente moderno ed è stato per me fonte di grandi riflessioni e ispirazione.

In secondo luogo vorrei precisare che ritengo inviolabile la libertà di decidere dell’educazione dei propri figli e non critico né giudico negativamente chi sceglie vie alternative alla scuola pubblica.

Quindi: scrivo questo post perchè negli ambienti che “bazzico”, qui sul web ma anche fuori, la scuola pubblica viene spesso bistrattata e non sempre a ragione. Molte tra le mie amicizie scelgono la scuola steineriana, libertaria o l’homeschooling e c’è una sorta di virosi per cui tutta la scuola pubblica, tutte le scuole pubbliche diventano nell’immaginario luoghi deputati all’uccisione dello spirito dei bambini, luoghi da cui fuggire a gambe levate. Questo mi mette tristezza perché so che non è così, non ovunque. Quest’anno anche Luca finirà il suo ciclo alla Primaria, anche per lui è stata una grande esperienza e sempre più mi rendo conto di quanto questo percorso scolastico sia stato importante. I dettagli e il perché ho ritirato fuori proprio ora questo argomento ve li racconterò (tempo permettendo) nei prossimi mesi…

Intanto ecco il video e quanto scrivevo due anni fa, quando Luca era in terza, Tabita in quinta, Febe piccina e Samuel nella mia pancia:

(EDIT: il video con la traduzione in italiano è stato rimosso. Inserisco quindi l’originale in inglese. 22/01/2016)

Lo trovo “cattivo”… giusto per restare in tema di classificazioni e stereotipi. Cattivo perché è una spudorata pubblicità commerciale. Di una cosa buona, la scuola Montessori, d’accordo, ma utilizza un metodo che non è per niente corretto.

La scuola pubblica non è tutta così, non spegne gli occhi di tutti i bambini… è fatta anche di insegnanti che si fanno il mazzo nonostante tutto. Nonostante siano considerate delle scansafatiche che lavorano solo 9 mesi all’anno, nonostante il loro stipendio faccia pena e spesso siano costrette a girare mezza provincia per arrivare a fare le loro ore, nonostante spesso siano precarie, nonostante i locali non a norma, la mancanza di materiali, la mancanza di tempo.

Eppure io le vedo, continuano a metterci passione, a cercare idee sempre nuove, seguono i bambini in maniera individuale per quanto possano fare, cercando di non lasciare indietro nessuno. Danno i voti perchè sono costrette a farlo, ma amano i bambini per quello che sono e in ognuno di loro vedono le potenzialità e i talenti.

Ci saranno sicuramente scuole pubbliche come quelle descritte nel video, ci sono perchè ci sono insegnanti pessimi e ci sono, soprattutto genitori che chiedono quel tipo di scuola. Chi manda il figlio alla scuola privata Montessori l’ha già cresciuto curioso, libero, desideroso di sperimentare. Facile il lavoro per quelle maestre! Devono mantenere vivo il fuoco nei loro occhi. Ma quelle delle scuole tradizionali hanno un compito più arduo: devono spesso accenderlo quel fuoco. Perché non hanno solo i “nostri” figli, hanno anche i figli di chi viene da Paesi in guerra o estremamente poveri, dove il problema è cosa ti do da mangiare o sperare che chi ti fa attraversare un confine non ti tagli la gola prima… altroché giochi sensoriali o libretti con le legature! Ma poi ci sono anche i figli degli operai stanchi la sera, troppo stanchi per cercare informazioni sui metodi educativi; o i bambini che arrivano con la mamma nel jeeppone, che hanno l’account su FB e il telefonino, ma che vanno a scuola con la febbre perché non si può mica perdere un giorno di lavoro!

Questa è la società in cui viviamo, con questa realtà devono fare i conti gli insegnanti tutti i giorni. A volte lo fanno male perché hanno sbagliato lavoro, a volte perchè sono ormai stanchi di combattere contro i mulini a vento… altre volte lo fanno bene. Nonostante tutto.

Quello che dice quel video è: la scuola pubblica fa schifo, sempre e comunque, spegne la luce negli occhi di tuo figlio. Vai a vedere una scuola Montessori e poi… e poi se potrai permettertela bene, farai parte di un’élite, altrimenti torna a casa e piangi perché avrai buttato l’anima e il futuro di tuo figlio.

Quello che invece vorrei sentire è un discorso diverso, vorrei sentire che c’è del giusto anche nella scuola pubblica, che è la scuola di tutti, che accoglie tutti e che quella è la scuola che va migliorata e aiutata. E’ il nostro impegno quotidiano di persone di provare a cambiare in meglio questa società… è diffondere la nostra formula perché nel mondo che vorremmo i genitori chiederebbero tutti una scuola pubblica rispettosa della luce dei bambini, di tutti i bambini, perché la società intera vorrebbe questo.

Io non dico che chi sceglie l’homeschooling sbagli. Ognuno fa la scelta che crede giusta per i suoi figli. Quello che non mi è piaciuto del video è l’atteggiamento giudicante senza spiragli nei confronti di una realtà che non è poi così brutta. Lo so, il video non è stato girato in riferimento all’Italia, ma nel momento in cui è stato tradotto e fatto girare qui è stato automaticamente “italianizzato”…

Mi è venuta voglia di parlarne oggi perché sono stata in riunione a scuola. Gli ultimi due anni ero stata ad ascoltare le maestre di Luca, quest’anno sono tornata da Tabita (le riunioni sono in contemporanea e io non mi sdoppio ancora!) visto che è in quinta. Alcune cose vorrei riportare. La prima riguarda la didattica vera e propria.

Storia: la maestra ha detto che non studieranno tutte le civiltà presenti nel libro, ma lei ne sceglierà alcune e si concentrerà sugli indicatori di queste società perché i bambini imparino a riconoscerli, ad esporli, ad usare un linguaggio adeguato. Studiata una civiltà in questo modo si possono studiare da soli anche le altre. E il percorso seguirà quello di storia locale (con le relative uscite), quindi parleranno dei Romani e della Postumia (che passa proprio di qui) in modo che i bambini siano più motivati a capire qualcosa di questo antico popolo, vedendo i resti e i segni del loro passaggio.

Infine una cosa che mi ha commosso (sì, son gli ormoni). La maestra di Italiano ha detto che inizieranno a darsi del Lei in classe (me li vedo!) perché imparino ad usare una forma che non sono abituati ad usare, ma che servirà alle medie. Perché, diceva, il rapporto con le maestre è iniziato quando erano bambini e la confidenza è tantissima… e ricordava quando in prima, per riuscire a far concentrare alcuni bambini, in alcuni momenti, li teneva sulle ginocchia…

Nonostante le premesse questo articolo non è completo, non racconta tutto ciò che penso sulla scuola, la mia esperienza da genitore, il mio pensiero sulle varie “filosofie”. L’ho scritto di getto dopo aver visto il video… sono passati due anni e lo ripropongo pubblicamente oggi perché la nostra esperienza di scuola pubblica, con tutti i problemi che ci sono stati e con tutte le cose che vorrei comunque vedere cambiare, è stata ed è un’esperienza positiva. E vorrei che chi si trova a scegliere la scuola per suo figlio provasse almeno a dare una possibilità alla scuola pubblica prima di disperarsi se non può permettersi una scuola steineriana o una montessoriana…

6 Comments

  • Chiara 27 Aprile 2014 at 15:15

    Grazie per questo post! Lo vedo come provvidenziale. Anch’ io navigando in rete stavo un po’ cadendo nella ( scusa il gioco di parole) rete di quanto fa schifo la scuola pubblica, soprattutto di fronte al confronto del metodo montessori che diciamolo è’ fantastico ma decisamente non per le tasche di tutti. Quindi mi sono informata sull home schooling ma anche questo forse è frutto di una moda e non so quanto possa essere effettivamente positivo per i miei figli. A volte vorremmo il top per loro senza accorgerci che anche la semplice normalità può essere gratificante per loro! Grazie Tiz

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  • Lu 28 Aprile 2014 at 09:21

    Grazie da parte di una prof!
    Mi commuove sapere che c’è qualcuno che valuta e valorizza il nostro impegno. E’ vero, spesso noi’ nella scuola pubblica’ abbiamo un’utenza difficile e variegata, a volte ci troviamo a dover fare i conti con limiti strutturali ed economici ma credo che la maggior parte di noi sia animata dal concreto desiderio di svolgere al meglio la nostra delicata professione. Spunto di riflessione: la tanto vituperata scuola pubblica ottiene però, nelle varie valutazioni sulle competenze acquisite dagli allievi, sempre risultati migliori rispetto alle private (ovviamente va detto che i dati non sono differenziati, quindi non si parla di un tipo di scuola rispetto ad un altro).

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  • elisabetta 29 Aprile 2014 at 10:48

    Condivido pienamente quello che hai scritto! Non ho ancora esperienza di scuola primaria in veste di mamma ma penso che sia nel pubblico sia nel privato ci siano insegnanti validi e meno validi, Professori preparati nella loro materia ma che non la sanno insegnare, Persone predisposte ai bambini, che si ri-inventano, si aggiornano ogni giorno e altre molto meno.
    Non è l’insegna della scuola o il metodo che accendono gli sguardi dei bambini, bensì gli insegnanti stessi.
    Nella mia vita scolastica ho trovato persone che mi hanno fatto crescere, c’è chi mi ha insegnato la Sua conoscenza e c’è mi ha aperto gli occhi sulla vita… insegnanti che incontro per strada (dopo anni e anni) che mi salutano e si fermano a chiacchiarare, altri che (dopo solo 2 anni senza vedermi) non si ricordano nemmeno di me… (????) delusione 🙁 …..
    E’ vero anche che una bella fetta del lavoro la fanno anche i genitori (nel bene e nel male) e che ci sono realtà che non riusciamo nemmeno ad immaginare (sia di genitori, sia di insegnanti)… è dura un po’ per tutti!!! L’importante è far germogliare qualcosa nei nostri bimbi… sia che gli dedichiamo pochi minuti, sia tutta la giornata!
    Sono contenta che insegnino a dare del Lei, anche perchè nessuno lo sa usare più! (Adulti compresi)… alcuni si offendono perchè si sentono “considerati vecchi” senza sapere che la terza persona viene usata come forma di RISPETTO o in via meno confidenziale.
    Grazie Tiz per il bell’articolo… attendo il racconto dei dettagli… prossimamente!!!

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  • FRANCESCA EQUAZIONI 29 Aprile 2014 at 19:17

    ‘Chi manda il figlio alla scuola privata Montessori l’ha già cresciuto curioso, libero, desideroso di sperimentare. Facile il lavoro per quelle maestre! Devono mantenere vivo il fuoco nei loro occhi. Ma quelle delle scuole tradizionali hanno un compito più arduo: devono spesso accenderlo quel fuoco.’
    Quando ho visto questo video, ahimè, il coltello si è rigirato dolorosamente nella piaga, perchè questa è la situazione in cui mi trovavo con alessandro, per quanto si trattasse ‘solamente’ della scuola dell’infanzia.
    la NOSTRA situazione era dunque confermata nel video. eppure, nonostante io abbia lavorato per diverso tempo nell’ambito scolastico e ne conosca le grandi lacune, non mi sono nemmeno posta il problema dello scegliere o meno una scuola privata.
    non appena ci siamo trasferiti fuori milano abbiamo dato un occhio alle scuole presenti sul nostro territorio e la struttura che ha in seguito frequentato alessandro ci era piaciuta moltissimo: accanto alle elementari, con un grande giardino, aule con grandi finestre….
    siamo stati sfortunati? forse sì, anche se a mio avviso si è per lo più fortunati, molto fortunati quando si trovano insegnanti brave, formate, competenti e che lavorano con passione. eppure il dubbio inizialmente non si è posto.
    abbiamo pensato ad una scuola privata? sì, anche se non abbiamo nemmeno potuto verificare se ce la saremmo potuti permettere o meno visto che in zona (non ho preso in considerazione l’opzione baby-pendolarismo!) non ce n’erano. abbiamo pensato all’homeschooling quanto meno a livello di scuola materna? sì, ma sfortunatamente non abbiamo trovato un gruppo di famiglie altrettanto interessate e abbiamo ritenuto fondamentale dare la possibilità a nostro figlio di avere altre figure di riferimento ma soprattutto la possibilità di confrontarsi e giocare con dei coetanei.
    e ora che siamo all’estero e che alessandro inizierà a breve la scuola elementare, ancora una volta il dubbio, almeno per ora, non si è posto (nonostante l’esperienza decisamente non positiva): scuola pubblica sarà!
    spero di poter tornare presto a commentare questo post, raccontando invece di come le cose, qui in germania (ma anche in italia!!!) possono funzionare!

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  • Sara 30 Aprile 2014 at 09:52

    Non so se perché son figlia di una maestra elementare che ancora esercita con passione, non so se perché ho avuto la fortuna di avere per i miei figli una scuola dell’infanzia pubblica con insegnanti fantastiche e preparate e anche una scuola primaria pubblica con insegnanti altrettanto in gamba, ma sono veramente contenta di questo tuo articolo!
    Brava!
    E mi trovo a ripeterti, nulla da dire sulla libera scelta dell’educazione per i propri figli, ma non lasciamo per ultima la scuola pubblica.
    Purtroppo di difficoltà ne ha molte e ogni volta si sottolineano solo quelle: pochi fondi, insegnanti non meritevoli ecc. Ma ha anche molte risorse date dalle persone che con passione ci lavorano e che purtroppo non vengono mai ricordate!
    Quindi brava anzi bravissima!!!

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  • Daria Voltazza 2 Maggio 2014 at 08:44

    Mi ritrovo pienamente nel tuo punto di vista e in quanto scrivi. Anche noi ci siamo posti un sacco di dubbi già solo all’iscrizione di Alice all’infanzia. Qui vicino a casa non ci sono scuole montessoriane o steineriane, le più vicine sono ad almeno 20 – 30 km da casa, quindi le abbiamo scartate da subito. Fra le locali, abbiamo decisamente preferito una pubblica, in cui potesse confrontarsi proprio con le realtà diverse di cui parli sopra che in fondo sono e saranno il mondo e le persone con cui si troverà a relazionarsi. Della scelta siamo stati felici, sia noi che Alice che ha sempre frequentato più che volentieri. A settembre partiremo con la primaria (che è proprio di fianco all’infanzia), la curiosità è molta come anche le aspettative… ti farò sapere!

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