Il ciuccio sì, il ciuccio no…

Posted: 18 Aprile 2013

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Ecco, per la quarta volta mi trovo a fare la caccia al ciuccio… Un giorno apro un cassetto e… toh, un ciuccio! Cosa ci fa in mezzo alle sorpresine degli ovetti, forbici e altri giochini dei bimbi? Sta lì, abbandonato e dimenticato mentre il suo proprietario, ormai vicino al compimento del suo primo anno non ha la più pallida idea di quale battaglia si consumi quotidianamente per impedire che quell’oggetto diventi per lui una dipendenza. Ciuccio5

Già, perché il ciuccio è uno di quegli oggetti demonizzati, il cui nome non dovrebbe nemmeno essere pronunciato nella famiglie “naturali”. Infatti in natura non esiste l’albero dei ciucci, quindi perché mai dovremmo sentirne il bisogno? Be’, a pensarci bene non esiste nemmeno l’albero delle mutande, eppure…

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Però il ciuccio è un’invenzione degli ultimi anni, perché non si allatta più e perché la mamma deve rientrare al lavoro. Anche qui avrei da ridire visto che mia mamma mi racconta di quando, negli anni ’50 nacque mio zio e in casa preparavano un fazzolettino con al centro un poco di zucchero e poi lo legavano stretto stretto e lo davano al bebè… nonostante sua madre (mia nonna) fosse casalinga e avesse naturalmente allattato lui come le sorelle in precedenza. Di questi “ciucci fai-da -te” si trova un’immagine in un quadro di Duerer del 1506, in cui la Madonna tiene in braccio un Gesù Bambino con il suo “ciuccio”.

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Con questo non voglio affatto difendere l’uso del ciuccio in ogni caso e circostanza; so benissimo che finché l’allattamento non è ben avviato il ciuccio potrebbe interferire e va quindi evitato il più possibile. So anche che causa danni ai denti, al palato e che può diventare un oggetto da cui il bambino diventa dipendente.

Il mio non è un elogio al ciuccio, ma non mi va nemmeno di vederlo come un oggetto pericoloso che, una volta entrato nella vita del bambino non ne uscirà più se non dopo lunghe ed estenuanti trattative o in seguito a dolorose crisi del bimbo. Ci sono momenti in cui può servire, basta non abusarne.

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Io l’ho trovato indispensabile nei viaggi in auto per i primi mesi, finché i bambini non hanno associato l’ovetto all’andare in giro… a quel punto non è più servito, l’ovetto stesso li faceva smettere di piangere!

Oppure quando li affidavo a qualcuno, come la nonna, per andare magari a fare una doccia… In alcuni periodi è tornato utile per i risvegli durante i riposini pomeridiani (di notte no, la tetta è decisamente più pratica e non serve cercarla al buio!) quando due ciucciate li facevano riaddormentare. Tabita lo usava di sera, dopo aver fatto la sua poppata non voleva più stare in braccio, nel suo lettino ciucciava il ciuccio, poi lo sputava e prendeva sonno.

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Insomma, io l’ho usato con tutti e quattro, in alcuni momenti, perché non potevo esserci, perché avevo bisogno di stare tranquilla, perché non c’erano alternative. Sempre con buonsenso, evitando di farlo diventare un oggetto indispensabile per loro e per me.

Il tempo è passato, tutte e quattro le volte, il ciuccio era in auto o in borsa pronto per le emergenze… finché, un giorno, uno mi saltava all’occhio, abbandonato in un posto qualsiasi della casa e, al vederlo, mi rendevo conto che era davvero da tanto tempo che non lo usavo più… E così iniziava la caccia al ciuccio… le foto nell’articolo raccontano (il disordine di casa nostra) l’ultima caccia, dai cassetti della biancheria di Febe al cassetto delle posate, da quello dei giochini agli scaffali della mia stanza di cucito, passando per la mensola dei bicchieri e… dalle lattine che stiamo conservando per progetti futuri!

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Adesso li ho recuperati tutti e sei. Metà erano nuovi, comprati per Samuel, gli altri li aveva ereditati da Febe. Per Tabita e Luca era stato lo stesso. L’usura testimonia quanto siano stati usati…

Quindi, come per tante altre cose da mamme il mio consiglio è sempre quello: usare il buon senso. Tappare la bocca del bimbo col ciuccio ogni volta che piange oltre ad essere ingiusto nei suoi confronti è anche pericoloso per il dopo, quando il ciuccio bisognerà toglierlo. Ma ricorrere a questo oggetto quando davvero si sente la necessità di farlo… be’, grandi danni non dovrebbe farne… sempre che non si voglia sostenere che io abbia avuto per quattro volte semplicemente fortuna!

 

10 Comments

  • Phoebe 18 Aprile 2013 at 07:55

    Brava! Trovare l’equilibrio non è sempre facile…
    Noi col primo figlio fortunatamente ce l’abbiamo fatta senza, vedremo quando arriva il secondo (anche se credo di mantenere la stessa linea, ma non si sa mai…).
    ciao

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  • Irene 18 Aprile 2013 at 09:49

    Ormai non mi stupisco più: ogni volta che leggo un tuo post so che scriverai (meglio di come lo farei io….) un concetto con cui mi ritrovo completamente. Anche io ho usato il ciuccio per i mie tre e con i criteri di buon sesno che descrivi. A volte mi è servito per calmarli, a volte per addormentarli, ma ho sempre cercato di non usarlo per “sostituire” la mia presenza e ho sempre voluto che non diventasse una cosa insostituibile.

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  • FRANCESCA EQUAZIONI 18 Aprile 2013 at 09:51

    Quello che io trovo sconcertante e’ il fatto che il ciuccio venga ritenuto un oggetto indispensabile non solo da molti genitori che ne possiedono gia almeno un paio ancor prima che il bambino sua nato ma anche da amici e parenti che nin apoena vedono il bambino assonnato o che puanfe per qualsiasi motivo domandano:”Ma non prende il ciuccio?”
    Allo stesso modo mi e’capitato di assistere a moltissime situazioni in cui i genitori di bambini senza ciuccio ‘tappavano’ loro la bocca in modi non cosi diversi,dalla tetta al cibo.
    Io non ho mai dato il ciuccio ad ale mentre con fede…,ci ha provato invano davide!

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    • Tiz 18 Aprile 2013 at 09:55

      Sì, in questo sonop daccordo: quando vedi i simboli che rappresentato i bambini (dagli stampini alle carte regalo, dalle decorazioni per le torte ai ricami sui bavaglini) il ciuccio come il biberon sono sempre presenti, anzi, fanno la parte del leone. E questo è triste…

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      • Sara 18 Aprile 2013 at 19:12

        … d’altra parte una carta da regalo piena di tette potrebbe suscitare qualche perplessità!

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        • Tata 29 Aprile 2013 at 10:41

          Sarebbe GENIALE! La voglio!!! 😉

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  • Chiara 18 Aprile 2013 at 10:02

    Come sempre quello che mi piace dei tuoi post è l’equilibrio con cui tratti gli argomenti… anch’io penso che niente sia indispensabile ma neanche da demonizzare…

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  • il filo dei pensieri 18 Aprile 2013 at 14:26

    Che bello sentir parlare di “buon senso”!!!!!
    Sul ciuccio sono davvero d’accordo, a volte salva…. Anche se dei miei tre figli l’unico ad averlo preso senza fare storie è stato il secondo, per l’ultima non c’è stato proprio verso…. solo e soltanto tetta.

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  • Valentina 22 Aprile 2013 at 14:54

    Post pieno di sensatezza e che condivido in pieno! Anche noi con Anna usiamo il ciuccio, alle volte è davvero un alleato prezioso, ora pian piano stiamo cercando di spostare le nostre attenzioni su altre cose, ma sempre con gradualità e delicatezza!

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  • Silvia 27 Aprile 2013 at 16:17

    A noi avevano consigliato il ciuccio di notte per farla dormire e in più per aiutarla nel respiro (9mesi di gravidanza d’inferno+ cesareo per salvarci la vita+ sottopeso perchè è nata a 8 mesi) però Lei non ne ha mai voluto sapere 😉
    Lo ha sempre sputato!
    anche in quei momenti di angoscia vedere la sua faccina schifata e decisa mi ha fatto davvero ridere perchè anche se piccola e fragile nel corpo
    dimostrava già la sua voglia di farcela senza…come posso dire? aiuti esterni
    E’ ancora così,
    come la sua mamma 🙂
    Per altri bambini invece il ciuccio è davvero utile, una coccola, li calma e poi comunque non vedo questo grande rischio nel darglielo
    Non ho mai visto un 20enne andare un giro con un ciuccio
    quindi credo che si possa anche togliere 😉

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