“Talebani” pro e contro l’allattamento

Posted: 29 Settembre 2011

Ieri avevo scritto che non volevo ancora entrare nel merito dei punti toccati dalla lettera di Alessandra Bortolotti “contro” Tata Lucia. Ma oggi ho voglia di parlarne, almeno del primo: l’allattamento.

Giro per la rete ormai da un pezzo, mi piace ascoltare le voci di tutti, anche di chi non la pensa come me. Non mi piacciono le generalizzazione e gli attacchi gratuiti. Preferisco pensare che chi fa scelte diverse dalle mie le fa perché ha un vissuto diverso, perché vive in un contesto diverso, perché è una persona diversa da me.

I toni su certi temi però si alzano spesso e questo perché da ambedue le parti c’è chi attacca senza ragionare, convinto di avere la verità in tasca.

Ecco i perché che, secondo me stanno alla base di questi atteggiamenti.

Tra i “talebani del biberon” c’è chi ha (gli viene detto) la coda di paglia: non sono riuscita ad allattare e quindi, per sentirmi meno in colpa difendo la mia “mancanza” come se fosse stata una scelta. A queste mamme io do tutta la mia solidarietà perché penso che di questo abbiano bisogno per poter cancellare dei sensi di colpa che non hanno ragione di esistere (nella società in cui viviamo allattare è quasi un miracolo).

Poi c’è chi invece non ha voluto allattare, per le più svariate ragioni e per questo si sente attaccato e, di conseguenza, si difende rispondendo a testa bassa e negando in toto la bontà del latte materno. Mi risulta francamente più difficile giustificare queste mamme perché negano l’evidenza e non accettano chi non la pensa come loro.

“Talebani della tetta”: anche tra queste mamme ci sono quelle che non ammettono né se né ma. Si allatta, sempre, comunque, a lungo e a richiesta. Se non lo fai sei una pessima madre che non accetta il suo ruolo. Non mi piace questa posizione perché lede la libertà di scelta: la maternità è un qualcosa di molto intimo e personale e coinvolge la parte più profonda di noi stesse. Nessuno dovrebbe permettersi di giudicarla senza conoscerci a fondo.

Poi c’è chi adotta un atteggiamento di strenua difesa perché chi allatta molto e a lungo si trova sempre “sotto attacco” e queste critiche continue scatenano una sorta di reazione per cui al minimo “no” o “ma” o “se” parte la valanga in difesa delle proprie posizioni, per cui tutte le altre sono sbagliate. Comprensibile, ma bisognerebbe, secondo me, imparare a difendersi con la ragione e non con “la pancia”.

Al di fuori delle “talebane” ci sono poi quelle che dicono “sì, lo so, allattare al seno fa meglio, ma io non ci sono riuscita/non volevo farlo e a mio figlio do comunque tutto il mio amore e chi allatta al seno non mi dà alcun fastidio, anzi, fa bene a farlo”. Penso che non sia il massimo come ragionamento dal momento che siamo noi a decidere di mettere al mondo i nostri figli e quindi un minimo di sacrificio per loro lo possiamo anche fare, ma ognuno fa le scelte che crede giuste e, pur non condividendole non me la sento di attaccarle perché rispettano le mie.

Ma anche tra i pro-allattamento ci sono le persone ragionevoli, che cercano di capire, che mediano, che fanno quello che possono coscienti di avere dei limiti.

In una discussione in cui raccontavo di aver svezzato Tabita e Luca a 12 mesi in maniera dolce mi è stato detto che in fondo avevo un problema perché battevo spesso su quel tasto: avevo un senso di colpa latente per non aver protratto l’allattamento.

In realtà tentavo di far capire che le variabili per una decisione così importante sono troppe per dire chi abbia fatto bene e chi male.

Con Tabita e Luca l’allattamento non era più a richiesta da quando ero rientrata al lavoro, avevano dovuto per forza accettare degli orari in cui la tetta non c’era. Di notte avevamo fatto in modo che non cercassero più il seno (se si svegliavano andava da loro il papà con un po’ d’acqua) perché  facevano già pasti completi anche la sera (8-10 mesi) e io la mattina avevo la sveglia che suonava come quella di Andrea, quindi la notte era compito di entrambi.

Con Febe il contesto è stato totalmente diverso: la mattina se volevo potevo dormire ben oltre le 7; lo svezzamento è stato più graduale (autosvezzamento) ed è iniziato al rientro dal mare, quando aveva già 7 mesi; la sera è arrivata a fare un pasto completo dopo i 12 mesi; la cameretta non era pronta per il suo lettino e lei dormiva accanto a noi… quando si svegliava poteva anche andare papà, ma lei vedeva me e me voleva, con ciucciata annessa. Tutto questo non mi pesava affatto, nemmeno dopo 18 mesi perché le circostanze erano quelle “giuste”.

Ho sbagliato coi primi due figli e ho i sensi di colpa? Sto sbagliando adesso e la pagherò? Non credo né l’una né l’altra. Entrambi i percorsi sono stati frutto di scelte ponderate e di decisioni serene per tutti noi.

E quindi le mie conclusioni sono queste: stessa mamma, stesso papà, stesso contesto socio/culturale, stessa casa ma tempi diversi hanno comportato scelte diverse. Diverse, non giuste o sbagliate. Quindi come potrei io giudicare un’altra mamma che prende decisioni differenti dalle mie? Posso davvero pensare che esistano dei tempi e dei metodi “giusti” validi per tutti?

11 Comments

  • Sibia 29 Settembre 2011 at 23:46

    Cos’è, mi hai messo nel banco delle talebane? o era quello degli asini? ahah 😀
    Scherzi a parte, una precisazione: nel mio commento in cui parlavo di sensi di colpa e coda di paglia NON mi riferivo alle mamme che non hanno allattato, ci mancherebbe altro (anche perché nella stragrande maggioranza dei casi l’allattamento è naufragato per colpa di altri), ma mi riferisco a quei genitori (madri e padri) che non si capisce perché abbiano avuto un figlio, per poi abbandonarlo notte e giorno dai nonni, non vederlo mai e viverlo solo come un problema. Ognuno ha la sua storia e le sue motivazioni, ma i bimi hanno dei bisogni fondamentali (tra cui quello affettivo) e questi devono essere soddisfatti. Va bene il relativismo, ma fino ad un certo punto: anche i maltrattamenti e gli abusi sono perpetrati da persone che hanno un vissuto a loro volta di quel tipo, ma questo non significa che ciò che fanno sia giusto.

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    • Tiz 30 Settembre 2011 at 01:13

      Le persone che descrivi tu non hanno la coda di paglia, non hanno proprio sensi di colpa; anch’io mi chiedo perché mettano al mondo i figli… non viviamo più in anni in cui venivi guardato storto per una scelta di questo tipo. Ho amici che hanno deciso, chi per un motivo chi per un altro, di non stravolgere la loro vita diventando genitori. Hanno fatto una scelta coerente… e se un figlio fosse “per sbaglio” arrivato sarebbero stati ottimi genitori. Perchè sono persone che pensano.
      Quanto a maltrattamenti e abusi concordo con te, ovviamente. Io mi ero soffermata più sul “popolo di internet”, quello che commenta di qua e di là (come noi 🙂 )

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  • Sabrina Gardellin 30 Settembre 2011 at 09:49

    Ciao Tiz…”come al solito” condivido il tuo pensiero…ci sono mamme e situazioni diverse come i bambini sono diversi…Marco allattato 16 mesi e Matteo solo due è nato con i denti!!!!Marco s’accontentava dei miei 60-80 grammi per poppata ogni ora…parli di fatica?tanta non facevo in tempo a cambiarlo e giù nella culla che era ora di un’altra poppata.Marco sarebbe stato 24 ore su 24 nel tuo Mey tai se t’avessi conosciuta prima…(ci starebbe pure adesso se potesse…ma tu fa finta di non saperlo).
    Matteo?urlava come un pazzo, dei miei 60-80 grammi se ne faceva un baffo, è un tipo ”tutto e subito”….volevo allattarlo a tutti i costi per tutti i motivi che conosciamo, non volevo sentirmi in colpa, avevo paura che nn crescesse bene…era un mostro questo biberon!!….se fossi stata Talebana?!Invece abbiamo colto l’opportunità di allattarlo tutti …Marco era felicissimo di dare il bibe a suo fratello per nn parlare del papà….e il Mey tai?Per Matteo sarebbe stato denaro speso male…marsupio e zaino, niente da fare!Ho rispettato le personalità dei miei figli…Ho pensato e non mi sono arroccata nelle mie convinzioni…non mi sembra poi così difficile…

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  • Robin 30 Settembre 2011 at 11:34

    Grazie per la delicatezza, l’equilibrio e l’empatia di questo post e del precedente: sono merce molto rara nel mare di internet!

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    • Tiz 30 Settembre 2011 at 22:05

      Grazie Robin!

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  • Eli 30 Settembre 2011 at 12:07

    Mi domando se davvero in queste cose ci debbano essere delle regole, io ho avuto tre figli e tre percorsi diversi, mi sento in colpa? Niente affatto perché ho fatto del mio meglio. Credo che la cosa migliore sia farsi guidare dal buon senso ed adattarsi alle diverse situazioni che la vita di tutti i giorni ti pone davanti, essere flessibile e decidere volta per volta quale potrebbe essere la cosa giusta da fare. ciao

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  • Gloria 30 Settembre 2011 at 16:30

    Tiz, credo d’aver capito a quale discussione ti riferivi…anche perché in un certo senso stavi difendendo me.
    Comunque io ho smesso di allattare la mia prima bimba a 16 mesi e per noi credo sia stata la cosa giusta. Ora che sono di nuovo incinta se penso al fatto che avrò di nuovo una creaturina tra le braccia da coccolare e allattare sono felice e non mi chiedo fino a quanto la allatterò. Un anno? Due? Chi lo sa? L’importante e che vada bene a entrambi.

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    • Tiz 30 Settembre 2011 at 22:04

      Sì, proprio a quella discussione. Che all’epoca mi aveva fatto stare male. Adesso che conosco meglio le forumine di Partonaturale e che loro conoscono meglio me so che in buona parte si è trattato del solito problema causato da internet e dall’assenza del linguaggio paraverbale.
      Il fatto è che non mia piace quando qualcuno dice che ognuno è libero di scegliere salvo poi attaccare a testa bassa chi, alla fine, fa scelte diverse dalle sue! Io posso criticare, dire la mia, consigliare, ma non aggredire… anche perché temi come quello dell’allattamento, ma poi tutti quelli che riguardano la crescita dei figli, ci colpiscono nel profondo… non so voi, ma io mi interrogo continuamente sui miei atteggiamenti e metto in dubbio ogni cosa che faccio per essere certa di fare le scelte migliori… sapendo che tanto sbaglio comunque, di qua o di là.

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  • Eleonora 30 Settembre 2011 at 22:01

    Bellissima analisi della situazione ma soprattutto bellissimo il tuo pensiero, il tuo rispetto e la tua comprensione! sul tema dell’allattamento dovremmo tutte pensare fino a 10 e pensare prima di parlare! Sono assolutamente d’accordo con tutto ciò che hai scritto! 😀

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  • francesca equAzioni 30 Settembre 2011 at 22:13

    tiz che dire. io vengo sicuramente messa, dai più, come una talebana dell’allattamento visto che ale si è stettato da solo, complici i ritmi un pò scombussolati delle vacanze estive, a 26 mesi.
    ma pur promuovendo l’allattamento al seno sul nostro blog in modo (spero) rispettoso delle scelte di tutte, siamo stati attaccati sia da chi propende per la “formula” sia da chi invece lo fa per il latte di mamma.
    ecco, essere attaccata da chi darebbe solo biberon, non mi par giusto ma potrei anche capirlo.
    ma vedermi attaccata da chi ben conosce il mio blog e la mia storia personale riguardo all’allattamento solo perchè ho scritto che la tetta non è sempre la risposta giusta ecco, questo no.
    dunque sì, tiz, sensi di colpa e code di paglia!
    chè se si ragionasse un pò di più con la testa che con la pancia, come scrivi tu, non si perderebbe tempo a farsi la guerra in una battaglia comune! O_°

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  • Francesca-Il caffè delle mamme 2 Ottobre 2011 at 11:21

    Come sempre condivido il tuo pensiero, gli estremismi stanno male ovunque e anche quando si parla di allattamento.Quest’estate ho letto un articolo su Insieme dove si parlava di mamme e biberon, che non vogliono sentirsi mamme di serie b.Personalmente non l’ho mai pensato (e qui torna la coda di paglia).Spesso il biberon è anche una scelta e ben venga, ritengo che ognuno a questo mondo sia libero di scegliere, ma una volta su FB ho letto un commento che mi ha fatto rabbrividire “a me le mamme che allattano con ste tette di fuori mi fanno pure schifo”, detto da una donna, una madre mi ha lasciato di sasso.Questa sarà stata una talebana del biberon o una madre frustrata dal non aver allattato al seno?Secondo me solo una persona particolarmente ignorante.Chi non ha mai provato secondo me non può nemmeno giudicare, perchè l’allattamento al seno non è sempre rose e fiori, è anche sacrificio forse le talebane del biberon non lo sanno.

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