La Lotus Bag di My Mei Tai

Ringrazio Valentina con tutto il cuore per questa meravigliosa foto!

Sempre più coppie scelgono la nascita Lotus per accogliere i loro piccoli. Io ho scoperto questa possibilità durante la gravidanza di Samuel. Non l’ho scelta per una serie di motivi pratici… la mia sbadataggine e l’essere poco delicata, la presenza di Febe ancora piccola, la cura e il tempo da dedicare; insomma, avevo paura di non riuscire a gestire la cosa.

Continua a leggere La Lotus Bag di My Mei Tai

Cinque anni di blog

loghiCinque anni fa ho aperto il mio blog. A dire il vero era attivo già da qualche mese, appoggiato alla piattaforma gratuita di WordPress, ma il 21 di settembre del 2010 mi sono decisa a comprare il mio dominio.

In questi cinque anni sono cambiate tantissime cose, nella mia vita ma non solo. Ricordo quanto fosse diversa la rete, nascevano i primi gruppi su Facebook e le informazioni erano difficili da trovare. Su tanti temi, dal parto in casa al babywearing, dall’autosvezzamento alla pasta madre… Adesso c’è forse il problema contrario: così tante informazioni da rendere difficile una cernita!

Ho cucito da poco il mio quattrocentesimo mei tai… cinque anni fa in Italia non si trovava quasi nulla, un marchio, un paio di produttrici, alcuni rivenditori di supporti stranieri. Adesso anche l’Italia ha i suoi marchi e una folla di “autoproduttrici” e anche qui scegliere è diventato più difficile.

Spero di riuscire a riprendere in mano il blog, abbandonato in questo ultimo anno (e non solo) per poter parlare ancora di tanti temi, non solo di babywearing, che mi stanno a cuore, nati da nuove esperienze e riflessioni.

Quando mi guardo indietro penso che, forse, ad un pezzettino di questo grande cambiamento ho contribuito anch’io, con i miei racconti, con i miei articoli, con i miei prodotti e con la mia esperienza.

E adesso vediamo come festeggiare… a presto!

Il parto autogestito

Nonostante le mie esperienze e ciò che ho raccontato sulla gestione del parto non mi ritengo una fanatica del parto naturale. Come ho più volte scritto, qui e in giro per il web ogni donna ha il diritto di vivere il suo parto come lo desidera. In un bosco, in un ospedale super attrezzato, aiutata da canti e danze o dall’epidurale.

Io ho scelto per due volte casa nostra e l’ultima volta l’ostetrica è arrivata a cose fatte. Ho coronato il mio desiderio di partorire da sola, di gestire quel momento a modo mio. E’ stato un sogno che si è realizzato perché Samuel è nato in un orario in cui l’ostetrica non poteva arrivare in tempo. Un colpo di fortuna…

Continua a leggere Il parto autogestito

Chi fa nascere i bambini?

Nei giorni che sono seguiti alla nascita di Samuel ho avuto modo di riflettere su molti aspetti di questo evento. La prima cosa che ho notato e che, devo dire, mi ha disturbata parecchio è stata la reazione di quasi tutte le persone che hanno saputo com’è avvenuta questa nascita.

I commenti scherzosi sul ruolo di ostetrico di Andrea sono spesso diventate affermazioni serie: “L’ha fatto nascere lui”, “Per fortuna avevi Andrea che te l’ha tirato fuori!”… dapprima seccata per questa interpretazione che ribaltava i ruoli ho poi provato un’immensa tristezza per quelle donne che, pur avendo partorito dei figli non avevano avuto modo di essere protagoniste dei loro parti. E non parlo di autogestione, parlo di spingere, di sentire che stai facendo nascere tuo figlio, non che qualcuno te lo sta tirando fuori…

Continua a leggere Chi fa nascere i bambini?

Samuel

Con immensa gioia annuncio la nascita di Samuel! Il 18 maggio alle 7.45 del mattino, dopo un travaglio lampo è nato il nostro piccolo, accompagnato al mondo dalle mani della mamma e accolto tra le braccia di papà!

E tra la gioia dei fratelli mentre già ciuccia di gusto!

E il primo giro in mei tai a un giorno di vita…

A presto!

Dieci anni da mamma

Il 3 maggio 2001 è nata Tabita e con lei siamo nati noi come genitori, siamo diventati mamma e papà.

La nascita del primo figlio porta con sè sensazioni difficili da descrivere, è uno stravolgimento del nostro essere, del nostro percepire e vedere il mondo e la vita.

Sono già passati dieci anni da quella notte di cui ricordo molto bene le sensazioni: quella di quasi paura mentre aspettavo le contrazioni sul divano, l’ansia perché erano forti, ma non regolari, il dubbio se svegliare o meno Andrea per andare in ospedale. Alla fine abbiamo deciso di partire, in piena notte, siamo arrivati alle 3, in ospedale c’era silenzio, non sapevamo se suonare, abbiamo aspettato un pezzo chiedendoci se era il caso di scampanellare una seconda volta.

Continua a leggere Dieci anni da mamma

Blogstorming anch’io…


Venerdì ho scoperto il tema del blogstorming di GenitoriCrescono di aprile: il parto… all’ultimo momento, ultimissimo direi!

Io ho già scritto un articolo sui miei parti, quando, a novembre, in occasione del primo compleanno della mia terzogenita, ho voluto parlare del parto in casa.

Il mese scorso ho affrontato l’argomento da un punto di vista meno personale, riportando alcune riflessioni sugli studi che ho trovato in merito alla sicurezza del parto a domicilio. Spesso chi fa questa scelta si sente accusare di egoismo: “per un tuo capriccio metti a repentaglio la vita e la salute di tuo figlio”. Dopo aver partorito in casa perché la “sentivo” una cosa giusta ho voluto approfondire l’argomento e ho scoperto che le statistiche dimostrano che il parto a domicilio non è meno sicuro di quello in ospedale (nelle giuste condizioni).

Grazie a Serena di GenitoriCrescono per avermi permesso di partecipare a questo blogstorming in palese ritardo!

Questo post partecipa al blogstorming insieme al mio articolo sulla nascita in casa di Febe e a quello relativo agli studi sulla sicurezza del parto a domicilio.

 

Nascere in casa – Studi sulla sicurezza

In occasione del primo compleanno di Febe avevo scritto un post raccontando della sua nascita in casa. Già durante la gravidanza, ma anche in seguito, quando parlavo di questa scelta ricevevo da alcune persone critiche più o meno pesanti. Il punto critico su cui vertono le opinioni negative è quello della sicurezza per il neonato.

Questo “problema sicurezza” è stato toccato anche nei commenti al mio post sull’epidurale, come se le due cose fossero legate, come se esistesse una fazione pro-parto in casa e una pro-epidurale e come se dovessero necessariamente essere incompatibili. Il perché di questa diatriba ancora non mi è totalmente chiaro, visto che sono convinta che una donna dovrebbe essere libera di scegliere per sè il modo e il luogo del parto (in base, certo, alle sue condizioni di salute e al procedere della gravidanza) mentre questo non avviene in Italia. Né per l’epidurale che è praticata in pochissimi ospedali (spesso solo in alcuni orari) e nemmeno per il parto a domicilio, che, non essendo offerto dal SSN si riversa in termini di costo economico interamente sulla famiglia (salvo rimborsi offerti solo da alcune Regioni).

Oggi ho letto un nuovo articolo sul parto in casa che affronta l’argomento in modo (volutamente) molto superficiale, conferendo al parto a domicilio connottati negativi di insicurezza non provati a livello scientifico o statistico.

A questo punto ho deciso di mettere anche qui nel mio blog le considerazioni che avevo fatto ad alcuni studi citati tra i commenti ad un articolo scritto da Massimo in MammaperMamma. In Italia non esistono studi su questo perché le donne che partoriscono in casa sono troppo poche e i dati sono pressoché assenti.

Continua a leggere Nascere in casa – Studi sulla sicurezza

Epidurale. La meta e la strada.

In questi giorni riflettevo sulla richiesta dell’anestesia epidurale durante il parto. Quando ero incinta di Tabita, dieci anni fa, mi ero informata di quali ospedali la praticassero… pochi, ma ero contenta che quello che avevo scelto io, Castelfranco Veneto, la facesse, anche se non la garantiva 24 ore su 24.

Il mio pensiero principale andava ai racconti che avevo sentito dalle amiche: parti indotti, giorni con flebo di ossitocina, scollamento delle membrane, applicazioni di gel, rotture del sacco… A questo punto, pensavo (e penso tutt’ora): se il mio parto non è più naturale, ma viene manipolato, allora, almeno, che il dolore sia lenito. Perché con un parto così medicalizzato quello che si soffre non è quello che la natura ci consente di sopportare.

Continua a leggere Epidurale. La meta e la strada.

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...