Novità: ecco i kit pretagliati!

Ecco qui una novità per quest’anno. Per le amanti del fai-da-te che magari in casa hanno della bella stoffa, ma non riescono a trovare un tessuto adatto per le fasce, ecco da oggi disponibili i kit pretagliati per cucire un mei tai.

Il kit è composto da:

  • 2 fasce superiori lunghe ca. 190 cm e larghe 30 cm (finite risulteranno alte 14 cm) con le punte già tagliate a 60°;
  • 1 fascia ventrale lunga ca. 190 cm e larga 24 cm (finita risulterà alta 11 cm) con le punte già tagliate a 60°;
  • 1 pannello interno con margini di 1,5 cm;
  • 1 pannello “dentro” (quello a cui cucire le fasce) con margini da ca. 5-6 cm;
  • 1 libretto istruzioni con il tutorial per cucire il mei tai;
  • 1 libretto istruzioni per utilizzare il mei tai.

Il tutto a scelta nel colore nero (cotone panama) oppure avorio (cotone doppio ritorto non sbiancato).

Opzionale anche il kit per l’imbottitura sfoderabile composto da:

  • 2 pannelli in percalle di cotone avorio;
  • ca. 40/50 gr di lana cardata italiana.

Bene… buon lavoro!

Pantofolando

Regali natalizi fai-da-te… ho lavorato fino alle 4 la notte della Vigilia, ma ne valeva la pena… e poi questo mi ha fatto sentire molto folletto natalizio!

Pantofole, calde pantofole da casa e divano. Le prime le ho cucite per mia cognata. Dal sito di Martha Stewart ho scaricato lo stampo (cliccate su “slipper templates” e poi fotocopiate con l’ingrandimento adatto a raggiungere la lunghezza desiderata… qui potete inserire il numero di scarpa e vedere a quanti centimetri corrisponde) e preso l’idea degli intagli, anche se poi il disegno l’ho creato io. Continua a leggere Pantofolando

I filati di Gaia

Eccoli! Sono arrivati già da un po’, tanto che ho quasi finito un giacchino per Febe, ma solo pochi giorni fa sono riuscita a scattare qualche foto decente.

Sono i filati di Gaia (da lei acquisto la lana cardata per i mei tai), 100% Made in Italy, dall’allevamento delle pecore alla filatura, tutto in piccole aziende familiari, tutto a misura d’uomo.

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Portare i bambini in inverno

Il contest di Equazioni si è chiuso domenica e ora mi sento libera di pubblicare il racconto e le foto con i quali ho partecipato a questo concorso.

Molti sono i genitori che si chiedono se sia possibile (e fattibile) portare i propri bambini nella fascia portabebè, nel mei tai o in altri supporti anche in inverno. (EquAzioni)

Per me è proprio nella stagione fredda che il portare diventa più importante. La mia esperienza di mamma canguro è cominciata in inverno: Febe è nata a fine novembre e la fascia elastica mi è stata regalata per Natale.

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Regali in lana cardata: la fatina arcobaleno

Questi giorni sono frenetici, non mi rimane il tempo per scrivere nel blog…

Questa è la mia ultima creazione… una ghirlanda in lana cardata per Angela, un’amica di Luca che ha appena compiuto 8 anni. La mia proposta di realizzare una ghirlanda in lana cardata è stata accolta da Luca con entusiasmo. Mi ha fornito i particolari (“col cappello, l’arcobaleno perché si veste tante volte con cose colorate, lo sfondo azzurro perché penso che le piaccia, il vestito blu perché piace a me”…) e il resto l’ha fatto “l’ago magico” incontrando la lana cardata.

Che bella sensazione vedere nascere sotto le proprie mani qualcosa di unico… e che gioia vedere l’espressione di Angela quando ha aperto il suo regalo!

Tanti angeli colorati per le maestre!

Qualche mese fa ho trovato nel sito LaPappaDolce il tutorial per creare degli angeli in lana cardata. Me ne sono subito innamorata!

Ho anche letto che lavorare con la lana cardata è un’esperienza meravigliosa sia per gli adulti che per i bambini. Inoltre è impossibile che il risultato non sia soddisfacente visto che è un materiale duttile e facile da “risistemare”.

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Il presepe nella nostra famiglia

Ricordo che da bambina mi piaceva tantissimo aiutare i miei ad addobbare l’albero. Ma mi piaceva ancora di più allestire il presepio.

I primi anni di matrimonio abbiamo, come tutte le coppie, confrontato usanze e abitudini delle nostre famiglie di origine. Mio suocero, ad esempio, preaparava il presepe il giorno della vigilia di Natale: prima, secondo lui, non aveva senso. Aveva ragione, ma a me piace iniziare ad allestirlo già dai primi di dicembre e lavorarci durante tutto il mese… un altro modo per prepararsi al Natale.

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Profumati folletti dei sogni

Prima di cucire una vera bambola Waldorf ho fatto qualche esperimento un po’ più semplice edi dimensioni ridotte.

Ho ripescato i ritagli di seta del mio vestito da sposa (che mi ero fatta cucire da una sarta) e ho realizzato un “Folletto dei Sogni”, una morbida bambolina riempita con lana cardata e con fiori e bacche profumati essicati che avevo acquistato tempo fa per riempire dei sacchetti in tessuto da infilare nelle federe dei cuscini per conciliare il sonno.

Le istruzioni le ho prese sempre nello stesso libro; dopo quello per Febe (a destra nella foto) ne ho cucito uno da regalare ad un bimbo nato da poco (quello di sinistra), infine il folletto per Martina, l’amica di Febe che ha compiuto un anno 5 giorni prima di lei.

Per questo ho usato un cartamodello che ho trovato in rete, ma che adesso non trovo più… Se lo riconoscete fatemelo sapere, metterò volentieri il link.

Queste bambolette sono facili da realizzare; per dare forma alla testa basta creare la linea degli occhi ed è possibile cucire tutto a mano. Dare vita a quese bambole è davvero appagante… provate!

La bambola Waldorf – Un regalo per il primo compleanno.

Circa otto o nove anni fa ho acquistato un libro per creare bambole. Si trattava di una vecchia edizione di questo libro, ora arricchito con nuovi progetti.

L’idea era quella di cucire una bambola per la primogenita… idea mai realizzata. Qualche tempo fa l’ho ritirato fuori dalla libreria, sezione fai-da-te e, dopo essermi quasi commossa per i ricordi affiorati nel vedere i primi “disegni” di Tabita che l’aveva agguantato insieme ad un pennarello arancione… ho deciso di mettermi all’opera e di realizzare una bambola Waldorf per il primo compleanno di Febe.

Questa volta sono riuscita non solo ad iniziare, ma anche a portare a termine il mio lavoro… Oltre al libro mi sono tornati utili molti consigli trovati in giro nel web.

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La lana di Gaia.

“Oggi la lana si compra in Australia, viene lavorata in parte a Prato e poi spedita in Cina per il prodotto finale. E così può capitare che la giacca che indossiamo, prima di arrivare sulle nostre spalle, abbia fatto il giro del mondo.”

Questo scrive Gaia nel suo sito. E aggiunge:

“Quando si usava la lana italiana, o altre fibre come la canapa, la filiera tessile nasceva e si chiudeva localmente.

In Italia però ci sono ancora otto – nove milioni di pecore, che producono 93 mila quintali di «lana sucida», ancora da lavare. Il 95% di questa lana finisce in discarica o viene buttata. Il rimanente 5% viene usato in edilizia, come isolante termico, o da qualche artigiano, che ancora resiste.

L’economia globalizzata ha fatto sì che costi così poco un golf che ha percorso migliaia di km che si lasci marcire la lana italiana nelle discariche o si bruci negli inceneritori.”

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