Fiera del Babywearing a Modena

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Quest’anno ho partecipato anch’io alla fiera del babywearing a Modena, giunta alla sua terza edizione.

Un evento straordinario per le sensazioni e le emozioni che mi ha dato. Siamo partiti il sabato sera io e mio marito, il nostro primo viaggio da soli dopo 16 anni! Notte in B&B e poi, la mattina, sveglia presto per allestire lo stand. Dopo una serata uggiosa si è presentata una mattinata grigia, ma alle 9, all’apertura della fiera, il sole è uscito a farci compagnia!

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La prima persona che ho incontrato è stata Valentina Fabbi, l’organizzatrice dell’evento. Nemmeno una foto insieme, entrambe troppo indaffarate… Più di cinque anni di amicizia virtuale, forum e gruppi condivisi, grandi chiacchierate in chat che, finalmente, hanno potuto esprimersi in un abbraccio vero! E poi tante altre mamme conosciute nei gruppi in Facebook o tramite il mio blog, persone che adesso hanno un volto, una presenza, una voce…fierabw20164

Le persone in fiera… famiglie, tante famiglie, tanti bambini, tantissime fasce… la sensazione era quasi quella di trovarsi in un universo parallelo. Abituata a bazzicare nel web ambienti vicini al babywearing mi scontro ogni giorno con la realtà che mi circonda: la rete è il luogo del portare, lo fanno tutti o quasi, mentre sulla strada, nel mio paese e in città le fasce sono avvistamenti sporadici. Domenica, invece le due cose coincidevano, l’ambiente virtuale fatto di genitori canguro era tangibile, era vero ed autentico.fierabw20169

Un’esperienza bellissima che conto di ripetere il prossimo anno… nel frattempo buon portare a tutti… e rimanete nei dintorni perché tra poco saranno disponibili online i nuovi tessuti presentati in anteprima in fiera!

L’incidente della corriera

IMG_7765Io lo ricordo così, l’ho sempre chiamato così. Stasera in Auditorium a Maserada si stanno commemorando i 30 anni da quella tragedia. 1 ottobre 1984. Una giornata che è rimasta scolpita nella memoria di chi allora viveva a Maserada o nei dintorni. Avevo appena compiuto 10 anni, il ricordo che ho di quel giorno è sfumato dal tempo, non so se c’era caldo o freddo, ricordo l’atmosfera di un’ecclissi totale di sole. Impressa nella mia mente, invece l’immagine della corriera, quella che vedete nella foto qui sopra. Continua a leggere L’incidente della corriera

La verità in tasca

Photo by by anankkml / FreeDigitalPhotos.net
Photo by by anankkml / FreeDigitalPhotos.net

Da qualche settimana avevo “dentro” un articolo da scrivere. Me ne è mancato il tempo e la rabbia è un po’ sbollita, forse è meglio così.

Mi sono trovata spesso nella situazione di essere criticata per le mie scelte su temi delicati quali il parto in casa, le vaccinazioni pediatriche, l’allattamento… all’inizio le difendevo senza se e senza ma, dedicavo ore e ore, serate e notti intere a rispondere fiumi di parole in blog, forum, gruppi su Facebook… Poi mi sono resa conto che la maggior parte di chi scrive in rete, ma anche di chi trovi in giro per strada e con cui ti fermi a fare due chiacchiere, non ha nessun interesse ad ascoltarti, ad approfondire, a dibattere. Così ho capito che questo tempo non lo stavo “dedicando”, lo stavo sprecando. Continua a leggere La verità in tasca

Sulla scuola pubblica

apple-256261_640Un paio di anni fa, partendo da un video trovato in rete avevo fatto alcune riflessioni sulla scuola pubblica che avevo condiviso con alcune amiche.

Aggiungo ora alcune premesse: ho letto “La scoperta del bambino” di Maria Montessori e l’ho trovato meraviglioso, credo che il suo modo di vedere i bambini sia estremamente moderno ed è stato per me fonte di grandi riflessioni e ispirazione.

In secondo luogo vorrei precisare che ritengo inviolabile la libertà di decidere dell’educazione dei propri figli e non critico né giudico negativamente chi sceglie vie alternative alla scuola pubblica.

Quindi: scrivo questo post perchè negli ambienti che “bazzico”, qui sul web ma anche fuori, la scuola pubblica viene spesso bistrattata e non sempre a ragione. Molte tra le mie amicizie scelgono la scuola steineriana, libertaria o l’homeschooling e c’è una sorta di virosi per cui tutta la scuola pubblica, tutte le scuole pubbliche diventano nell’immaginario luoghi deputati all’uccisione dello spirito dei bambini, luoghi da cui fuggire a gambe levate. Questo mi mette tristezza perché so che non è così, non ovunque. Quest’anno anche Luca finirà il suo ciclo alla Primaria, anche per lui è stata una grande esperienza e sempre più mi rendo conto di quanto questo percorso scolastico sia stato importante. I dettagli e il perché ho ritirato fuori proprio ora questo argomento ve li racconterò (tempo permettendo) nei prossimi mesi…

Intanto ecco il video e quanto scrivevo due anni fa, quando Luca era in terza, Tabita in quinta, Febe piccina e Samuel nella mia pancia: Continua a leggere Sulla scuola pubblica

Trekking sotto il Monte Pelmo

Pelmo7Con il caldo di luglio la montagna esercita su di noi un’attrazione ancora più forte… così, in questo periodo di grandi impegni e grandi cambiamenti abbiamo deciso di prenderci una giornata per un’escursione in famiglia. Siamo partiti noi sei con mia mamma e mio papà, il vero esperto di montagna.

Abbiamo scelto un sentiero che viene considerato semplice, un’ora e mezza di percorrenza, 250 metri di dislivello. Dal Passo Staulanza al Rifugio Città di Fiume. Ecco come ci siamo organizzati e come è andata. Continua a leggere Trekking sotto il Monte Pelmo

La bici senza pedali

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Quando ho scoperto l’esistenza della bicicletta senza pedali (o camminabici) ho pensato subito che fosse un’idea geniale. Tabita e Luca hanno iniziato, come quasi tutti i bambini, con il triciclo, dopo sono passati alla bici con le rotelline che sono state poi tolte per avere una “vera” bici. Quest’ultimo passaggio non è stato facile e il trucchetto che abbiamo usato per insegnare loro a pedalare è proprio quello delle bici senza pedali.Bici2

Nei primi tentativi senza rotelle, infatti, il problema era quello di rimanere in equilibrio. Solo dopo si poteva pensare ai pedali. Così le prime prove sono state fatte spingendosi con i piedi sulla strada e, dopo aver acquisito padronanza del mezzo i piedi sono stati spostati sui pedali.

La bicicletta senza pedali aiuta i bambini a fare proprio questo percorso, portandoli innanzitutto ad imparare a stare in equilibrio.IMG_0298

Quando Febe ha ricevuto la sua bici aveva due anni ed era ancora troppo piccolina per questo modello. L’ha osservata affascinata, ma aveva paura a salirci da sola. Così Tabita e Luca sono saliti con lei… divertendosi un mondo!IMG_0306_cr

Adesso, invece, abbiamo alzato la sella e, rigorosamente col caschetto, la sua bicicletta ci accompagna in tutti i nostri spostamenti a piedi. Ed è bello vedere come Febe, gradualmente e senza sforzo, abbia imparato a sollevare i piedi in corsa mantenendo l’equilibrio.Bici4

Ormai anche in Italia si trovano bici senza pedali in vari negozi e con prezzi diversi anche se praticamente tutte quelle che avevamo trovato noi due anni fa erano prodotte in Cina, indipendentemente dal loro costo. Noi abbiamo scelto una Baby Moto che avevamo visto alla Fiera Quattro Passi. L’abbiamo voluta in legno per la sua solidità che rimane anche alzando la sella dal momento che si alza tutto il blocco di seduta. Inoltre volevamo un prodotto Made-in-Italy e abbiamo avuto la fortuna di trovarlo a km zero (be’… 15 a dire il vero!) perché il produttore delle Baby Moto è a Oderzo e ci ha accolti nel suo laboratorio dove abbiamo trovato anche altri giochi in legno e dove ci ha assemblato la nostra Custom rossa!Bici1

Sbattuta a destra e sinistra, usata anche dai bambini più grandi, abbandonata (sigh!) una notte sotto la pioggia è ancora bellissima e tra pooco sarà pronta per formare un nuovo ciclista!

 

 

L’importanza del portare

IMG_2205Nove mesi nel ventre materno. Movimenti, suoni, sensazioni. Tutto prende forma in quell’angusto spazio, caldo, accogliente, ovattato. Poi la nascita: luci, rumori, nuovi sapori, odori, un mondo tutto da scoprire, ma così diverso da quello che era prima, così incomprensibile… Per fortuna alcune cose non cambiano, alcune cose si riconoscono: il battito del cuore della mamma, la sua voce, il suo profumo, il ritmo del suo camminare.  Ecco cosa restituisce serenità ad un neonato. Ecco perché in braccio alla mamma il suo pianto si placa. Ecco perché portare è un rendere dolce la nascita e la crescita dei nostri bambini.

Portare è un aiuto. Per il neonato che si sente al sicuro; per il bambino che può studiare i grandi e partecipare alle loro attività imparando un sacco di cose; per la mamma che potrà essere indipendente, con le mani libere e un bimbo tranquillo; per il papà che potrà godere della vicinanza di suo figlio e sperimentare quanto sia bello sentirlo addosso..

Portare è un aiuto fisico perché aiuta la termoregolazione del neonato; perché permette la maturazione delle anche del bambino; perché favorisce l’allattamento al seno; perché lenisce le coliche; perché bilancia il peso evitando dolori alla schiena di mamma e papà.

Capirete che portare è bellissimo quando vedrete il vostro bimbo raggiante al solo vedervi con la fascia in mano; quando lo guarderete abbandonato sereno sul vostro petto; quando sentirete la sua risata al vostro orecchio e coglierete il suo sguardo da sopra la vostra spalla; quando il ritmo del suo respiro sulla vostra schiena vi basterà per sapere che si sta addormentando anche se non lo vedete.

Capirete che portare è comodo quando entrerete in un negozio stretto o passeggerete sulla sabbia o su un sentiero di montagna; quando non dovrete correre a casa per la pioggia perché vi basterà aprire l’ombrello per riparare entrambi; quando caricherete la macchina per le vacanze e non dovrete calcolare mezzo bagagliaio per il passeggino; quando potrete rimanere fino a tardi ad una serata tra amici perché tanto il vostro bimbo dormirà pacifico e al sicuro vicino a voi.

Portare è un gesto d’amore; portare è uno stile di maternità e paternità; portare è una scelta pratica; portare è una coccola; portare è…qualcosa di unico per ciascuno di noi!

Vere amicizie virtuali

We3Ogni tanto mi capita di leggere commenti su Facebook di persone che vogliono riprendere contatto con la “vita reale”, frequentare solo persone in carne ed ossa e che quindi eliminano amicizie “virtuali” o blindano il loro profilo Facebook.

Tralasciando l’ovvio, cioè che ognuno è libero di fare ciò che vuole, io vorrei spezzare una lancia in favore di queste amicizie “virtuali”, termine con cui si indicano le persone che non si sono mai conosciute dal vivo, ma con le quali magari si condividono gruppi, discussioni, chiacchierate in chat.

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Allegre bomboniere!

GruppoDomenica scorsa abbiamo festeggiato la Prima Comunione di Luca. Le bomboniere le abbiamo confezionate noi anche questa volta, scegliendo due idee simpatiche per parenti e amici, una fai-da-te, l’altra commissionata ad un’artista!

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