Anche i fili certificati ed italiani!

FilatiOekoTex2MyMeiTai vuole essere un prodotto tutto italiano e certificato, a partire dalle materie prime… dopo il tessuto e le etichette oggi sono arrivati anche i fili per cucire, prodotti in Italia e certificati Oeko-tex.

L’azienda dalla quale abbiamo acquistato ha inviato i coni in scatole di cartone riciclato e senza involucri di polietilene, in un’ottica di maggior salvaguardia dell’ambiente. Scelta che io ho apprezzato molto!

Abbiamo optato per il poliestere per garantire maggiore sicurezza delle cuciture e durata nel tempo, a fronte comunque di una certificazione Oeko-tex 100 di classe 1.

Non sono bellissimi?

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Nuove etichette tutte italiane

etichette1 Quando ordinai le vecchie etichette su Etsy mi sembravano tantissime… 600 pezzi! Il tempo è passato e sono finite. Convinta che sia più giusto, soprattutto in questo momento di crisi, rivolgerci per primi alle imprese locali, evitando anche spostamenti di merci per mezzo mondo, ho deciso di cercare una ditta italiana, possibilmente vicina e ho trovato un’azienda a pochi chilometri da qui, la Montrade Srl di Roncade (non ha un sito web, l’ho conosciuta grazie ad un amico che ci lavora).etichette2Ecco quindi le nuove etichette, tessute in poliestere cotoniero certificato Oeko-tex. Il costo è, ovviamente, un po’ più elevato, ma ho preferito puntare sulla qualità e sulla sicurezza dal momento che queste etichette verranno cucite, oltre che sulle fasce dei mei tai, anche su uno dei bordi delle fasce lunghe, a identificarne il centro, punto che viene spesso posizionato a contatto col bambino.

E le novità sulle materie prime italiane e certificate, iniziate con il nuovissimo tessuto, non sono ancora finite…

La bici senza pedali

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Quando ho scoperto l’esistenza della bicicletta senza pedali (o camminabici) ho pensato subito che fosse un’idea geniale. Tabita e Luca hanno iniziato, come quasi tutti i bambini, con il triciclo, dopo sono passati alla bici con le rotelline che sono state poi tolte per avere una “vera” bici. Quest’ultimo passaggio non è stato facile e il trucchetto che abbiamo usato per insegnare loro a pedalare è proprio quello delle bici senza pedali.Bici2

Nei primi tentativi senza rotelle, infatti, il problema era quello di rimanere in equilibrio. Solo dopo si poteva pensare ai pedali. Così le prime prove sono state fatte spingendosi con i piedi sulla strada e, dopo aver acquisito padronanza del mezzo i piedi sono stati spostati sui pedali.

La bicicletta senza pedali aiuta i bambini a fare proprio questo percorso, portandoli innanzitutto ad imparare a stare in equilibrio.IMG_0298

Quando Febe ha ricevuto la sua bici aveva due anni ed era ancora troppo piccolina per questo modello. L’ha osservata affascinata, ma aveva paura a salirci da sola. Così Tabita e Luca sono saliti con lei… divertendosi un mondo!IMG_0306_cr

Adesso, invece, abbiamo alzato la sella e, rigorosamente col caschetto, la sua bicicletta ci accompagna in tutti i nostri spostamenti a piedi. Ed è bello vedere come Febe, gradualmente e senza sforzo, abbia imparato a sollevare i piedi in corsa mantenendo l’equilibrio.Bici4

Ormai anche in Italia si trovano bici senza pedali in vari negozi e con prezzi diversi anche se praticamente tutte quelle che avevamo trovato noi due anni fa erano prodotte in Cina, indipendentemente dal loro costo. Noi abbiamo scelto una Baby Moto che avevamo visto alla Fiera Quattro Passi. L’abbiamo voluta in legno per la sua solidità che rimane anche alzando la sella dal momento che si alza tutto il blocco di seduta. Inoltre volevamo un prodotto Made-in-Italy e abbiamo avuto la fortuna di trovarlo a km zero (be’… 15 a dire il vero!) perché il produttore delle Baby Moto è a Oderzo e ci ha accolti nel suo laboratorio dove abbiamo trovato anche altri giochi in legno e dove ci ha assemblato la nostra Custom rossa!Bici1

Sbattuta a destra e sinistra, usata anche dai bambini più grandi, abbandonata (sigh!) una notte sotto la pioggia è ancora bellissima e tra pooco sarà pronta per formare un nuovo ciclista!

 

 

Giochiamo a fare le creme!

Sabato scorso ho partecipato con Tabita ad un incontro organizzato dalla Banca del Tempo di Maserada per imparare ad autoprourre creme per viso e corpo.

Chiara, l’esperta di autoproduzione ci ha dato alcune dritte sugli ingredienti principali che compongono le creme. Per approfondire l’argomento ci sono due siti imperdibili: Sai cosa ti spalmi? che ha anche un bel forum, e il Biodizionario, comodissimo per scoprire la pericolosità o meno dei vari componenti dell’INCI, l’elenco delle materie prime che, per legge deve trovarsi su tutte le confezioni di cosmetici, creme shampoo e simili.

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Dolci natalizi e pasta madre

Anni fa ho sentito parlare per la prima volta della pasta madre. Ero riuscita a farmela da sola e per un paio d’anni l’ho mantenuta viva preparando pane, pizze, dolci… Poi l’ho abbandonata… L’anno scorso ci ho riprovato; l’esperimento ha funzionato di nuovo, ma non ho avuto la pazienza di aspettare che maturasse bene e un’altra volta l’ho lasciata morire.

Adesso, leggendo il blog di Daria, me ne è tornata voglia e ho scoperto che i miei vicini di casa sono possessori di pasta madre e, con la mia faccia tosta gli ho chiesto di spacciarmela! Ce l’ho da tre giorni e ho già fatto due volte il pane, pandoro e panettone… Ecco le ricette che ho seguito… mentre Febe divora pasta madre pura e gira per casa dicendo a tutti “acota… booona pata made!”

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I filati di Gaia

Eccoli! Sono arrivati già da un po’, tanto che ho quasi finito un giacchino per Febe, ma solo pochi giorni fa sono riuscita a scattare qualche foto decente.

Sono i filati di Gaia (da lei acquisto la lana cardata per i mei tai), 100% Made in Italy, dall’allevamento delle pecore alla filatura, tutto in piccole aziende familiari, tutto a misura d’uomo.

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Una capatina nell’orto…

Non c’è niente da fare, per una cosa o per l’altra non trovo mai il tempo di andare nell’orto, non solo a lavorare, ma nemmeno a fare un giro per vederlo…

Sabato scorso ci sono riuscita… ed ecco cosa ho trovato…

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