L’importanza del portare

IMG_2205Nove mesi nel ventre materno. Movimenti, suoni, sensazioni. Tutto prende forma in quell’angusto spazio, caldo, accogliente, ovattato. Poi la nascita: luci, rumori, nuovi sapori, odori, un mondo tutto da scoprire, ma così diverso da quello che era prima, così incomprensibile… Per fortuna alcune cose non cambiano, alcune cose si riconoscono: il battito del cuore della mamma, la sua voce, il suo profumo, il ritmo del suo camminare.  Ecco cosa restituisce serenità ad un neonato. Ecco perché in braccio alla mamma il suo pianto si placa. Ecco perché portare è un rendere dolce la nascita e la crescita dei nostri bambini.

Portare è un aiuto. Per il neonato che si sente al sicuro; per il bambino che può studiare i grandi e partecipare alle loro attività imparando un sacco di cose; per la mamma che potrà essere indipendente, con le mani libere e un bimbo tranquillo; per il papà che potrà godere della vicinanza di suo figlio e sperimentare quanto sia bello sentirlo addosso..

Portare è un aiuto fisico perché aiuta la termoregolazione del neonato; perché permette la maturazione delle anche del bambino; perché favorisce l’allattamento al seno; perché lenisce le coliche; perché bilancia il peso evitando dolori alla schiena di mamma e papà.

Capirete che portare è bellissimo quando vedrete il vostro bimbo raggiante al solo vedervi con la fascia in mano; quando lo guarderete abbandonato sereno sul vostro petto; quando sentirete la sua risata al vostro orecchio e coglierete il suo sguardo da sopra la vostra spalla; quando il ritmo del suo respiro sulla vostra schiena vi basterà per sapere che si sta addormentando anche se non lo vedete.

Capirete che portare è comodo quando entrerete in un negozio stretto o passeggerete sulla sabbia o su un sentiero di montagna; quando non dovrete correre a casa per la pioggia perché vi basterà aprire l’ombrello per riparare entrambi; quando caricherete la macchina per le vacanze e non dovrete calcolare mezzo bagagliaio per il passeggino; quando potrete rimanere fino a tardi ad una serata tra amici perché tanto il vostro bimbo dormirà pacifico e al sicuro vicino a voi.

Portare è un gesto d’amore; portare è uno stile di maternità e paternità; portare è una scelta pratica; portare è una coccola; portare è…qualcosa di unico per ciascuno di noi!

Il ciuccio sì, il ciuccio no…

Ciuccio1

Ecco, per la quarta volta mi trovo a fare la caccia al ciuccio… Un giorno apro un cassetto e… toh, un ciuccio! Cosa ci fa in mezzo alle sorpresine degli ovetti, forbici e altri giochini dei bimbi? Sta lì, abbandonato e dimenticato mentre il suo proprietario, ormai vicino al compimento del suo primo anno non ha la più pallida idea di quale battaglia si consumi quotidianamente per impedire che quell’oggetto diventi per lui una dipendenza. Continua a leggere Il ciuccio sì, il ciuccio no…

Allattare in tandem

“Woman stooping towards numeorus children” – G.Vigeland Photo di Sketchy

Oggi finisce la Settimana mondiale dell’Allattamento Materno e io colgo l’occasione per parlare di nuovo di allattamento. Questa volta dell’allattamento in tandem.

Allattare in tandem (LLL) significa allattare due fratelli di età diversa. Il neonato e il fratellino più grande.

Quando una donna che sta allattando rimane incinta si sente spesso dire, se ancora sta allattando che deve smettere perché rischia di perdere il bambino. Come molte altre credenze spesso supportate da professionisti anche questa non è vera. Allattare in gravidanza, se non ci sono problemi, si può fare. Ma è una scelta “fisiologica”? Segue la natura?

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SAM 2012 – Comprendere il passato, pianificare il futuro

Il 1° ottobre inizia la SAM, Settimana mondiale dell’Allattamento Materno. Questa è la ventesima edizione e il tema è quello del titolo: comprendere il passato, pianificare il futuro.

Io sono diventata mamma 11 anni fa, quindi nove anni dopo la prima SAM. Cosa si faceva allora in tema di allattamento? Come ho già raccontato ho avuto la fortuna di incontrare operatori sanitari durante il corso di preparazione al parto che mi hanno dato tutte le informazioni necessarie ad avviare bene l’allattamento e a farlo proseguire bene. Le ostetriche della nostra ASL sostengono e promuovono l’allattamento al seno e molte mamme in difficoltà vengono aiutate da vicino con visite a domicilio.

Nonostante questo, però la maggior parte delle mamme che conosco non allatta. Di recente mi sembrava che questa tendenza stesse cambiando, mi sembrava che ci fosse più informazione, pensavo che internet avesse davvero cambiato le cose anche in questo settore. Invece no, mi sbagliavo.

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Il parto autogestito

Nonostante le mie esperienze e ciò che ho raccontato sulla gestione del parto non mi ritengo una fanatica del parto naturale. Come ho più volte scritto, qui e in giro per il web ogni donna ha il diritto di vivere il suo parto come lo desidera. In un bosco, in un ospedale super attrezzato, aiutata da canti e danze o dall’epidurale.

Io ho scelto per due volte casa nostra e l’ultima volta l’ostetrica è arrivata a cose fatte. Ho coronato il mio desiderio di partorire da sola, di gestire quel momento a modo mio. E’ stato un sogno che si è realizzato perché Samuel è nato in un orario in cui l’ostetrica non poteva arrivare in tempo. Un colpo di fortuna…

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Quanto ci piace il massaggio al pancino!

Coliche. Stitichezza. Pianti disperati… ricordo ancora adesso che incubo siano state queste cose quando Tabita era appena nata. Eppure dicevano tutti che l’allattamento al seno non causava nulla di tutto ciò… Invece ci siamo trovati a dover gestire una bimba che sembrava non essere in grado di liberarsi da sola e abbiamo fatto ricorso al sondino… un incubo ancora peggiore!

Due mesi dopo la sua nascita ho iniziato il corso di massaggio infantile che all’epoca veniva offerto gratuitamente alle neo mamme dall’ASL. Tra i massaggi che ho imparato quello che ho apprezzato di più è stato quello al pancino e da allora l’ho praticato su tutti i miei bimbi fin dai primi giorni e quasi ad ogni cambio di pannolino… Ecco come fare…

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“Talebani” pro e contro l’allattamento

Ieri avevo scritto che non volevo ancora entrare nel merito dei punti toccati dalla lettera di Alessandra Bortolotti “contro” Tata Lucia. Ma oggi ho voglia di parlarne, almeno del primo: l’allattamento.

Giro per la rete ormai da un pezzo, mi piace ascoltare le voci di tutti, anche di chi non la pensa come me. Non mi piacciono le generalizzazione e gli attacchi gratuiti. Preferisco pensare che chi fa scelte diverse dalle mie le fa perché ha un vissuto diverso, perché vive in un contesto diverso, perché è una persona diversa da me.

I toni su certi temi però si alzano spesso e questo perché da ambedue le parti c’è chi attacca senza ragionare, convinto di avere la verità in tasca.

Ecco i perché che, secondo me stanno alla base di questi atteggiamenti.

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Schieramenti

La lettera di Alessandra Bortolotti alla redazione di Mattino Cinque riguardante questa puntata con Tata Lucia ha scatenato un puttiferio, decine di articoli, centinaia di commenti.

La storia è sempre la stessa: c’è chi “crede” in un modello educativo ad “alto contatto” e chi “crede” in un modello a “basso contatto”. I primi sostengono un allattamento oltre i due anni, co-sleeping, fasce per portare i piccoli, tante coccole e meno pianti possibili. I secondi sostengono l’allattamento artificiale, la nanna nel lettino fin dai primi giorni, passeggini e pianto “terapeutico” (impara e fa polmoni).

Ma è davvero così? Davvero esistono due schieramenti netti, due metodi educativi distinti? E i genitori devono per forza schierarsi di qua o di là prendendo uno o l’altro pacchetto completo?

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Concorso fotografico – Io allatto dappertutto!

Vi segnalo un concorso di una nuovissima blogger, Daria, mamma e ostetrica…

IO ALLATTO DAPPERTUTTO!

Come mi piace questo titolo! Sì, perché io allatto dappertutto! Ora molto meno, ma ho allattato al supermercato mentre facevo la spesa, in Chiesa durante la Messa, al ristorante mentre cenavo, in libreria mentre giravo tra gli scaffali… Non mi è mai capitato di trovare nessuno che avesse qualcosa da ridire, al limite ho visto qualche occhiataccia.

In Croazia (luogo dal quale ho inviato la mia foto per partecipare a questo concorso) ho avuto una piacevole sensazione. Le sere in cui uscivamo a cena andavamo sempre nello stesso ristorantino e mi ha fatto piacere vedere i titolari e i camerieri che ci guardavano sorridendo, anzi, scherzandoci su… Questo atteggiamento così naturale nei confronti dell’allattamento mi ha messo a mio agio e mi ha fatto stare proprio bene.

Adesso andate e inviate lo vostre foto!

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