I vaccini – Una scelta difficile

Visto che è stato affrontato l’argomento tra i commenti all’articolo sulla sicurezza del parto in casa, anticipo un po’ tempi e scrivo questa nuova pagina.

I genitori si trovano ad affrontare la scelta di vaccinare o meno quando il loro bimbo è nato da poco. Per molti il problema non si pone: lo fanno tutti, lo dice il pediatra, mi arriva la lettera a casa con data e ora dell’appuntamento… non mi resta che presentarmi puntuale e lì finisce il tutto.

Ma per altri genitori non è così facile…

I dubbi si insinuano facilmente, si evocano storie di malattie causate dai vaccini, di bimbi deceduti in seguito ad un richiamo, ci si chiede perché in quel Paese vaccinino così tardi e in quell’altro non vaccinino affatto, sul perché di così tanti anticorpi inoculati in un organismo così piccolo tutti in una volta, sul perché vadano fatti così presto (a due mesi e mezzo il primo), sulla reale efficacia e sulla reale necessità di farli…

Si prova a leggere un po’ in giro e si scopre che il vaccino contro l’Epatite B (malattia che si trasmette sessualmente o tramite contatto con sangue infetto) è stato introdotto tra le vaccinazini obbligatorie dietro pagamento di tangente all’allora Ministro della Sanità De Lorenzo

Sulla poliomielite si legge che l’esplosione di questa malattia semisconosciuta fino all’inizio del 1900 è dovuta, probabilmente, all’introduzione della vaccinazione contro il vaiolo e vengono confrontati due grafici. Quello che viene usato da chi vuole convincerci a vaccinare:


e quello che viene usato da chi vuole convincerci che non è necessario e che dimostra che la malattia stava già scomparendo prima dell’introduzione del vaccino e che ad inizio secolo (gli anni “tagliati” nel grafico precedente) non era particolarmente diffusa:

Inoltre, nel sito di Co.R.Ve.L.Va. da cui ho preso queste tabelle e buona parte delle mie informazioni “contro” i vaccini si spiega quanto siano rari i casi di poliomielite non curabili o con conseguenze gravi.

Sul tetano. “Malattia” gravissima causata da un microrganismo che si trova potenzialmente ovunque e che diventa pericoloso solo in assenza di ossigeno, quindi solo se riesce ad aggredire ferite profonde dove il sangue non ha buona ossigenazione e, quindi, colpisce pesantemente molto più spesso gli anziani che non i bambini. Ma se il rischio è così alto proprio sopra i 65 anni perché vaccinare un neonato che ancora non gattona e non cammina e non fare campagne serie per promuovere i richiami (ogni 10-15 anni) per le persone adulte e, soprattutto, per gli anziani? Io ho fatto l’ultimo richiamo a 18 anni… chissà se ho ancora anti-tossine a sufficienza da considerarmi protetta…

Poi ci sono i vaccini per le malattie esantematiche, tutte dichiarate pericolosissime, siano morbillo o rosolia o, solo da quando è stato studiato un vaccino, cioè da pochi anni, la varicella. Quest’ultima malattia l’abbiamo passata più o meno tutti e, al massimo, ci ha lasciato qualche segno esteticamente poco piacevole, ma mai ho sentito parlare di gravi danni permanenti. Riguardo il morbillo, invece, è più difficile liquidarlo come una banale malattia: io ricordo benissimo i giorni in cui mio fratello sembrava più morto che vivo quando andavo a cambiargli le pezze gelate sulla fronte, pezze che subito si scaldavano a contatto con la sua pelle bollente.

Che dire della rosolia? Pericolosa solo in gravidanza, ma il cui vaccino viene inoculato a 12 mesi, pur avendo copertura per una decina di anni. O forse non è vero nemmeno questo e anche le vaccinazioni coprono l’individuo per tutta la vita, così come fanno gli anticorpi creati dalla malattia una volta che viene contratta e combattuta dall’organismo? Ma se fosse vero che gli anticorpi prodotti dal vaccino durano di sicuro per sempre, allora alle donne in gravidanza basterebbe chiedere se sono state vaccinate e non sarebbe necessario fare l’esame del sangue per accertarsi che la donna sia coperta, come invece succede.

Ecco. Il mio articolo è sconclusionato, c’è un po’ di tutto, mancano alcuni vaccini, ci sono tante domande, tanti dubbi, termini scientificamente scorretti, dati tendenziosi, opinioni e paure personali. Perché? Perché è così che mi sento. Quando è stato il momento di vaccinare Tabita mi sono informata un po’, ma poi ho seguito i consiglio del pediatra di fare tutte le vaccinazioni perché così avrei ottenuto due trivalenti (divenute una esavalente due anni dopo per Luca) quindi farmaci nuovi e senza elementi dannosi (piombo, mercurio ecc) presenti come eccipienti nelle vaccinazioni singole. Tabita e Luca sono stati vaccinati: obbligatorie, facoltative, MPR (Morbillo, Parotite, Rosolia). Stanno bene, nessun effetto collaterale.

Poi è arrivata Febe, io nel mio percorso di mamma e donna sono diventata più consapevole della cattiva informazione che riceviamo quotidianamente e ho deciso di aspettare che avesse almeno un anno prima di farle qualcosa. Ora sto cercando di capire contro cosa valga davvero la pena di vaccinarla.

Qualche settimana fa ho scoperto che Gonzales, noto pediatra “naturale”, conosciuto soprattutto per l’autosvezzamento, ha scritto un libro (per ora solo in spagnolo) in favore delle vaccinazioni pediatriche. Dicendo che i dati vengono divulgati in maniera tendenziosa sia da chi è a favore dei vaccini, sia da chi è contro.

E io? Mamma con un diploma di Perito Turistico, con un marito con lo stesso diploma, come posso, come genitore, come possiamo districarci e capire cosa sia meglio fare? Davvero dobbiamo dedicare ore e ore a studiare immunologia, storia delle epidemie, chimica, statistica per riuscire a fare una scelta? Non posso farcela, non ho i mezzi per farlo. Non so distinguere un’informazione manipolata da una che non lo è.

Devo fidarmi. Ma di chi? Non trovo voci “moderate”, ma solo campagne contro, con posizioni arroccate in difesa delle proprie idee, come se la medicina fosse una scienza esatta e a prova di errore e il dialogo tra le parti fosse impensabile.

Perciò questo articolo non dà risposte e sembra un groviglio di idee: non vuole essere una presa di posizione su questo o quel punto, piuttosto una riflessione amara su quanto gli interessi economici e/o di parte possano ledere i diritti fondamentali delle persone: il diritto mio e dei miei figli alla salute e il diritto mio di genitore di poter scegliere al meglio per la salute ed il futuro dei miei fgli.

P.S.: Non ho parlato dei vaccini per le varie influenze perché li trovo così palesemente inutili (come vengono propinati, con vaccinazioni a tappeto, non certo per le persone a rischio) da non meritare di essere menzionati.

 

 

 

 

 

 

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22 thoughts on “I vaccini – Una scelta difficile

  1. ciao!anche io ho due bambini e mi sono fatta queste domande…l’unica cosa che ho fatto è fidarmi della nostra pediatra (che è la stessa che abbiamo avuto io e mia sorella da bambine)…mi fido di lei perchè è una che non da la tachipirina prima dei 38,5 di febbre e prima di darti un antibiotico aspetta un bel pò al contrario di molte che sento…
    io credo che i vaccini abbiano aiutato l’uomo a sconfiggere alcune malattie mortali anche se sono consapevole che soprattutto in italia le case farmaceutiche hanno u potere inaudito…
    grazie della tua condivisione
    sara

  2. Discorso complicato… Anch’io credo che i vaccini abbiano aiutato l’uomo a sconfiggere temibili malattie! Scelgo di vaccinare i miei figli, anche se il timore ce l’ho.
    Avessi il minimo dubbio sulla salute del mio bimbo, lascerei perdere, però!

  3. noi al momento abbiamo deciso di non vaccinare il tarta. Ma proprio per niente. Ho letto il libro di Gava “le vaccinazioni pediatriche”, quello di serravalle, quello che hanno scritto insieme sul tetano.. e no, non me la sento. Ho cercato a lungo un testo pro vaccini serio ma continuo a non trovarlo: continuo solo ad avere risposte semplicistiche e superficiali. Prima o poi dovrebbero fare uno speciale UPPA in tema, lo aspetto, visto che loro sono assolutamente pro vaccini, ma finora niente mi convince e applico il principio di precauzione, visto che oltretutto io sono una pluriallergica (e quanto avranno pesato su questo le vaccinazioni? oltretutto sono pure allergica ai sali di mercurio, infatti l’antitetanica non la posso più fare) e visto che ho lavorato molti anni nella disabilità grave e i risultati di quelli “andati male” li ho visti.
    Comunque è una decisione difficilissima e qualunque cosa si decida si corrono dei rischi..

  4. Ciao Tiz! Sono Konstantina, la ragazza che ha partorito con Paola. Scusami se non ti ho scritto prima, ti ho pensato tanto, leggo sempre il tuo blog anche se non commento mai, ma questa volta non potevo non commentare!
    Anche io, già prima della nascita di Leonardo sono stata combattuta sul vaccinare o no mio figlio e lo sono tuttora. Ho cercato informazioni su internet, come Sibia ho letto il libro di Gava (che poi ho scoperto che lo conosce di persona anche la nostra ostetrica Paola) e mentre il mio istinto mi diceva di non vaccinare Leonardo (almeno non ancora), continuavo ad essere tormentata dalla gente (medici, amici, parenti) che era pro vaccini.
    Quando abbiamo ricevuto la classica lettera che ci invitava alla prima dose dell’esavalente abbiamo fissato un appuntamento per un colloquio con il medico che esegue le vaccinazioni, anche perché avevo bisogno che qualcuno mi convincesse che la nostra scelta di non vaccinare fosse sbagliata. Sono uscita dal colloquio più convinta di prima della nostra scelta. Non tanto perché convinta che i vaccini siano dannosi. Ma perché ho capito che è tutto il sistema che è storto. E già questo rende un vaccino “dannoso”. Sono rimasta sconvolta dall’ignoranza del medico con cui ho parlato. Non sapeva che nell’esavalente c’è dell’alluminio (anche se c’è scritto sul foglietto illustrativo che mi è stato dato). Non sapeva che una certa marca dell’ esavalente era stata ritirata su direttiva dell’UE. Oppure lo sapeva e non voleva dirlo.
    La scelta di vaccinare o no per certi aspetti la vedo un po’ come la scelta di partorire a casa o in ospedale. Il rischio c’è in tutti e due i casi. Basta che entrambi i genitori siano d’accorto sul percorso scelto e che siano convinti che fanno il meglio per il proprio bambino…

    1. Ma ciao! Spero tanto di riuscire a conoscerti di persona, prima o poi! Alla fine è venuto Vanin a vedere il tuo piccolo dopo la nascita? Quando gliel’avevo chiesto Leonardo non era ancora nato…

  5. Credo che leggere il libro di Roberto Gava sulle vaccinazioni pediatriche sia cosa molto importante per chiarire qualche dubbio o perlomeno farsi un’idea più ampia sul tema. Gava non è contro le vaccinazioni ma spiega molto bene perché possono essere inutili e quindi diventare pericolose.. Egli è laureato in Medicina, specializzato in Cardiologia, Farmacologia Clinica e Tossicologia Medica e ha studiato Agopuntura cinese e Omeopatia Classica. Credo abbia una vastissima conoscenza su come sono e cosa contengono i medicinali e vaccini, vi invito ad andare a qualche sua conferenza, una persona squisita…. e poi in Veneto non sono più obbligatori, perché?

  6. Ciao,
    sono d’accordo con Doris su Gava, ho ascoltato una registrazione di una sua conferenza e sono rimasta molto colpita, da lì ho continuato le ricerche e ho trovato Serravalle, anche lui pediatra e molto informato sulla questione vaccini.
    Il motivo per cui in Veneto non sono più obbligatorie? La dottoressa dell’ufficio vaccinazioni a cui ho rivolto questa domanda mi ha risposto: ‘Siccome la gran parte dei genitori è favorevole ai vaccini, non serve più obbligare nessuno perchè la cosa viene fatta volontariamente dai genitori responsabili’. Con l’occasione mi dava dell’irresponsabile perchè non volevo vaccinare mio figlio.
    Altre fonti invece dicono che alcune persone influenti in Regione, tra cui anche medici, hanno fatto pressioni per togliere l’obligatorietà perchè avevano casi di danneggiati da vaccino in famiglia… Però prendiamo questa informazione con le pinze perchè chiaramente non c’è conferma ufficiale.
    Recentemente in Italia ci sono casi di persone che hanno fatto causa al SSN ricevendo risarcimenti per i danni subiti dal vaccino, e questo credo sia molto importante perchè fino a qualche anno fa non si voleva ammettere che i casi di danneggiati da vaccino erano a causa del vaccino stesso.. Intendo che da un punto di vista formale e legale il SSN non ammetteva la colpevolezza del vaccino, e di riflesso la propria.
    Ho letto alcuni articoli tempo fa su medici americani che vedono un nesso tra l’aumentare delle patologie di tipo autistico e l’introduzione di molti vaccini in età sempre più bassa (pochi mesi). Anche questo fa riflettere.
    Mettendo da un lato i rischi e dall’altro i benefici, anche per me come per Sibia la scelta di non vaccinare mio figlio ha carattere puramente precauzionale.
    E sono d’accordo con lei quando dice: ‘Qualunque cosa si decida si corrono dei rischi’. L’importante anche in questo caso è sapere quali sono, per una scelta e per l’altra.

    Domanda per Sibia: cosa vuol dire: ‘dovrebbero fare uno speciale UPPA in tema’

    Grazie!
    Vanna

  7. @ Vanna: UPPA è una rivista (un pediatra per amico) per genitori redatta da pediatri (tra cui Piermarini) che ha un taglio molto poco medicalizzato e abbastanza improntato al recupero della genitorialità e del contatto col bambino. Ho avuto con loro una discussione su fb in merito ad una newsletter che ho ricevuto che demonizzava i genitori che non fanno fare il vaccino contro il morbillo.. alla fine hanno detto che faranno uno speciale in merito, e lo aspetto per vedere se finalmente qualcuno darà delle informazioni valide a favore dei vaccini..

  8. La non obbligatorietà dei vaccini non va sempre a favore di chi non vuole vaccinarsi o vaccinare il proprio figlio. Può anche essere un modo per lo stato per risparmiarsi un bel po’ di problemi: la legge 210/92 (art.1) prevede un riconoscimento economico a favore di soggetti danneggiati da complicazioni insorte a causa di vaccinazioni obbligatorie, trasfusioni di sangue od emoderivati, che ne facciano richiesta. Non si prevede allora nessun indennizzo per chi ha subito danni da vaccini non obbligatori (eccetto chi si vaccina perché soggetto a rischio, operanti in strutture sanitarie ecc. ).

  9. Ciao Konstantina,
    resto sbigottita a leggere quanto scrivi: vuol dire quindi che la Regione Veneto avrebbe reso non obbligatorie le vaccinazioni non tanto perchè sia giusto per un genitore prendere le decisioni riguardo la vita del proprio figlio .. ma per evitare di pagare eventuali danni? Che tristezza.
    Ma ciò significa che un bambino veneto che subisse danni da vaccino, anche se riconosciuta la ‘colpa’ del vaccino, non avrebbe diritto ad alcun risarcimento?
    (motivo in più per non vaccinare quindi??)
    Però: quando ti vaccinano nessuno ti legge il classico ‘foglietto illustrativo’ e nemmeno firmi un consenso informato. Quindi di fatto non sei assolutamente al corrente di eventuali rischi. In questi casi non ha comunque una responsabilità il SSN?
    Grazie
    Vanna

  10. Ciao Vanna!
    La risposta ufficiale (come mi ha detto il medico vaccinatore del nostro comune) alla domanda perché la regione Veneto ha reso non obbligatorie le vaccinazioni è per essere a passo con l’UE che ha chiesto ai paesi membri di abolire l’obbligatorietà delle vaccinazioni. Poi che gli avrà fatto pure comodo per risparmiare i soldi dei risarcimenti…non mi meraviglierebbe…
    Non so come funziona dal punto di vista legale, ma già è difficile farsi risarcire per i danni subiti dai vaccini obbligatori, figurati da quelli non obbligatori. O meglio, più che farsi risarcire è difficile dimostrare che i danni subiti sono dovuti davvero al vaccino.
    Sinceramente a me non fanno paura tanto i danni immediati quanto quelli a lungo termine e quelli meno evidenti. Chi mi può dire che il vaccino non comprometta in modo irreversibile il sistema immunitario dell’organismo che magari reagisce con lo sviluppo di un tumore 20 anni dopo? Sì, lo so, sembra un po’ tirato per i capelli, ma per quanto io sappia non esistono studi sugli effetti a lungo termine dei vaccini. Di solito, quando si studiano i danni da vaccino si riferiscono ai danni osservati nell’arco di un paio di settimane!!!

  11. Scusate, non ho più risposto perché ho sempre poco tempo a su questo ci sarebbero da scrivere papiri…
    La maggior parte di voi non ha vaccinato, nemmeno io per Febe. Però voglio fare l’avvocato del diavolo: perché parliamo di “vaccini” al plurale? Li mettiamo dentro tutti insieme, così come fanno quando ce li propinano con l’esavalente. Ma possiamo davvero essere certi che tutti i vaccini siano inutili?
    Io ritengo che quello per la varicella faccia ridere i polli: all’epoca di Tabita e Luca non c’era e si leggeva in giro che era perchè la varicella non è pericolosa. Ora c’è il vaccino e, all’improvviso, la varicella è diventata una temibile malattia.
    Ma del morbillo siamo poi così sicuri che sia meglio che nostro figlio si prenda la malattia? Ci saranno sì bambini che hanno riportato danni da vaccino, ma ci sono anche bambini (io parlo per sentito dire sia degli uni che degli altri) che hanno riportato danni in seguito al morbillo.
    Un’altra cosa: i tempi e i metodi. Perché tutti insieme e così presto? Io lo ritengo dannoso. Il mio pediatra, che è “onesto”, quando gliel’ho chiesto mi ha risposto con un vago “sembra che…”. Ma allora, passata una certa età, non potrebbero essere meno pericolosi, e diventare quindi più sensato farli?
    Quello di cui io mi cruccio è il fatto che c’è il tutto o niente. Posizioni totalitarie.
    Aspetterò l’UPPA e, nel frattempo mi piacerebbe trovare il tempo di leggere Gonzales… la sua potrebbe essere la voce pro-vaccino (disinteressato) che alcune di voi auspicano di sentire.. ma è in spagnolo!

  12. Ciao Tiz,
    sul vaccino morbillo ecco la mia esperienza personale. Avevamo interrotto le vaccinazioni del nostro primogenito dopo il vaccino dei 12 mesi (che se non sbaglio è il richiamo dell’esavalente). Ai 18 mesi l’USL ci invita alla somministrazione del quadrivalente morbillo-parotite-rosolia-varicella. Temporeggio un po’ con varie scuse ma ricevo telefonate dall’USL dall’addetta alle vaccinazioni che insiste, dicendomi addirittura che in giro c’è un’epidemia di morbillo e che ‘muoiono bambini’ (parole testuali). Estrerrefatta certo notizie su internet e scopro che l’epidemia è a Torino ed è morta una bambina di 2 anni con gravi insufficienze immunitarie. Leggo i comunicati ufficiali delle USL, non solo i giornali, quindi la notizia è certa.
    Alla successiva telefonata dell’ufficio vaccinazioni spiego che comunque sarei propensa al vaccino per il solo morbillo e mi viene risposto che non si può.
    Esiste SOLO il quadrivalente. Non mi sono informata ulteriormente, nel senso che non ho chiesto a farmacie o altro se effettivamente non esista proprio un vaccino pediatrico per il solo morbillo, ma l’ufficio di competenza mi ha risposto così.
    Ho spiegato che secondo me non aveva senso fare il vaccino anti-rosolia ad un bambino di 18 mesi e la risposta è stata: ‘Ma se suo figlio dovesse contrarre la rosolia e senza saperlo venisse in contatto con una donna incinta e quest’ultima dovesse contrarre la malattia da suo figlio e in seguito abortire .. se la prende lei questa responsabilità???’ (il tono era molto acceso)
    Ecco, se queste sono argomentazioni pro-vaccino diciamo che sono ben poco convincenti.
    Mia madre mi ha raccontato di come lei ha vissuto il morbillo dei suoi figli (l’abbiamo preso tutti, ovviamente, anni 70 era diffuso e niente vaccino). Chiaramente la febbre oltre i 40° fa più che paura ed è vero che possono esserci ripercussioni anche gravi, in una percentuale che però non conosco (dovrei rileggere Serravalle..) ma è vero anche che il sistema immunitario del bambino può essere aiutato molto (parlo di prevenzione, non di malattia in atto) soprattutto con l’allattamento prolungato e un’alimentazione sana e un sacco di altre cose che non sto ad elencare sennò si va fuori tema : D

    Ciao!
    Vanna

  13. Tiz, anche noi in realtà non abbiamo escluso la possibilità di vaccinare Leonardo quando sarà un po’ più grandino…E in caso sceglieremo attentamente quali vaccini fare. Da una parte è vero che a volte la malattia può essere più pericolosa del vaccino. Dall’altra parte ho paura che vaccinando anche se solo contro una singola malattia posso compromettere per sempre il sistema immunitario del bambino…
    Rispondendo a Vanna per quanto riguarda i vaccini singoli, il medico vaccinatore della nostra ASL quando ho chiesto se è possibile scegliere i vaccini singolarmente mi ha risposto “tutto si può fare”. Non so se è vero o magari lo diceva per non “perdere il cliente”…
    Per quanto riguarda le argomentazioni pro-vaccino, quando io ho detto al medico vaccinatore che certi vaccini sono completamente inutili ai bambini di 2 mesi (per esempio tetano, epatite B) la sua risposta “scientifica” è stata: eh ma a quest’età i bambini sono sufficientemente piccoli da non capire, il che rende tutto più facile…(!!!!!!!!!!!!)

  14. Anche io ho scelto di non vaccinare…per ora. A onor del vero, ho un pediatra molto ragionevole e molto avezzo a temi quali l’allattamento prolungato, l’autosvezzamento, ecc. Secondo lui l’unico vaccino che vale la pena fare è quello per il tetano, e però mi consigliava di farlo eventualmente quando la bimba andrà all’asilo, quindi verso i 3 anni. Certo, non sono scelte facili. Qualche mese fa la pupa si è schiantata nell’orto e si è fatta un taglio sulla fronte che ha richiesto dei punti di sutura al PS (dove non sono stati tanto comprensivi come il mio pediatra…). Devo dire che ho fatto appello a tutte le mie forze per resistere, anche perchè al PS non inoculano il vaccino vero e proprio ma siero umano che ha efficacia immediata. E poi sono stata per un paio di mesi con l’angoscia…anche perchè nell’orto c’è terra, c’è letame, insomma cose che potenzialmente potrebbero contenere spore di tetano.
    Quindi non è una scelta per nulla facile, e in qualsiasi direzione si vada, si devono affrontare dubbi e paure… Attendo anch’io il libro di Gonzales!

  15. Ecco, stessa ASL (o limitrofa) e le risposte che si ottengono sono diverse… Anche l’atteggiamento: io quando ho detto che avrei richiamato io per dire quando (e se) avrei deciso di vaccinare, la donna all’altro capo del filo è stata gentilissima e mi ha detto che se rifiutavo anche il colloquio mandava direttamente la pratica in sede perché venisse archiviata in modo da non ricevere continue sollecitazioni che mi avrebbero inutilmente disturbato! E’ stata estremamente cordiale.

    Resta il fatto che dite anche voi: non è una scelta facile, i dubbi restano, almeno per me e non dovrebbe essere così. Il mio cruccio principale è di non poter avere a disposizione tutte le informazioni per fare una scelta consapevole. Adesso, poi che i vaccini sono facoltativi i genitori dovrebbero avere i mezzi per esercitare questa facoltà…

    Ultimo punto sui danni “supposti”. Tempo fa ho saputo che la figlia di una mia compagna di corso preparto (l’ultimo, quello di Febe) aveva una dermatite atopica di quelle da incubo. La prima cosa che ho chiesto è stata se l’avessero vaccinata. Risposta affermativa. Ecco, ho pensato, un’altra vittima dei vaccini. Magari sì. Magari no… Febe ha una dermatite da ormai 3 mesi e forse più, che si sta espandendo dal collo alla schiena… non so più che farle, ora sembra che con la calendula stia migliorando. Eppure… nessun vaccino, ancora allattata al seno, nessun farmaco, autosvezzamento, prodotti per l’igiene super controllati… Una cosa così non l’hanno mai avuta Tabita o Luca, eppure si sono beccati tutti i vaccini, a 12 mesi ho smesso di allattarli, ho fatto lo svezzamento classico (più o meno…). Quindi possiamo essere sicuri che quelli che noi “anti-vaccinisti” attribuiamo ai vaccini siano davvero danni dovuti a questo?
    Non voglio, ovviamente, fare polemica nel mio stesso blog, Febe non è ancora vaccinata e non le farò nulla finché questo eritema non si sarà risolto, semplicemente pongo qui le domande che mi faccio io…

  16. Io con Viola ho fatto come te con Febe, intanto aspettiamo l’anno poi vedremo, so solo che a me questa storia non fa dormire la notte! Che ansia!

    1. Ciao a tutte!
      Ho letto con molto interesse tutti i Vs commenti. La mia bimba ha tre mesi e avrei già dovuto vaccinarla ma ho rimandato di un mese.
      Anch’io come voi non riesco a districarmi nelle poche e confuse informazioni sui vaccini, ormai mi sembrano tutte pilotate sia quelle a favore che quelle contro.
      Ho un bimbo di 10 anni, è stato vaccinato (già allora con mio grande timore) ma la mia pediatra era stata molto chiara in merito all’obbligo di vaccinarli e nemmeno immaginavo ci si potesse opporre.
      Vorrei davvero capirci di più.
      Ma il tempo passa… l’appuntamento si avvicina e non ci dormo la notte.

      1. Purtroppo posso solo dirti che ti capisco. Noi alla fine abbiamo fatto delle scelte in base a quello che ci sembrava più giusto. Abbiamo preferito aspettare che avessero compiuto i 2 anni e poi abbiamo fatto fare l’esavalente. Nel frattempo Samuel si è preso la pertosse (dalla sorella maggiore che era uscita dal periodo di copertura… qui c’è stata un’epidemia di pertosse tra i ragazzini di seconda e terza media), l’abbiamo curato con l’antibiotico e siamo consapevoli che, se fosse stato vaccinato secondo il calendario dell’ASl, non l’avrebbe presa… il rischio si corre in entrambi i casi, sul tavolo bisogna mettere i pro e i contro e poi valutare sapendo che non esiste la scelta “giusta”. Cerca di viverla con più serenità possibile, certa del fatto che farai la scelta che riterrai migliore per tua figlia, per il suo bene. Felice vita!

  17. Il Grafico del Corelva, a saper leggere i grafici, fa notare proprio come la Polio non stesse scomparendo, prima dei vaccini, bensì mostra il classico andamento delle gravi malattie contagiose: Picco/Valle/Picco. Se non fosse stata introdotta la vaccinazione, ci sarebbe stato un nuovo picco. Inoltre la Polio bulbo-spinale uccideva moltissime persone, quelle più fortunate dopo una agonia di anni nei polmoni di acciaio. Le altre forme di polio, non mortali, davano handicap notevolissimi (con numerose varianti).
    Mi dispiace che il grafico non appaia chiaro, ma – come uno spartito musicale può non apparire chiaro a chi, come me, non fa il musicista, così un grafico epidemiologico può non apparire chiaro a chi non sia del settore. Niente di malissimo…purché si chieda.

    I vaccini antinfluenzali vanno fatti alle persone a rischio….e a coloro che possono mettere a rischio le persone a rischio, cioè, per fare un esempio, agli Operatori Sanitari, che, presa una semplice influenza (non come quella che sterminò 18.000.000 di persone), potrebbero trasmetterla ai loro asisstiti, magari defedati e quindi vulnerabili.

    Il Dr. Gava, minacciato di sanzioni dall’Ordine dei Medici, ha fatto marcia indietro proprio in questi giorni, sulla questione….

    Il discorso sarebbe lunghissimo, ma io inviterei a:
    1) Informarsi presso Specialisti (se voglio sapere su fratture, anche io vado da un Ortopedico, se voglio sapere di testamenti, vado dal Notaio); Pur apprezzando la curosità mostrata dall’Autrice del Post, io non disserteri di cose non di mia competenza. La scienza non è “Opinioni”, ma “Fatti”. Senza offesa.

    2) Esiste un bel sito, Medbunker…inviterei a visitarlo, per ampliare la propria conoscenza. Non è mio e non è di un mio amico.

    3) Il Dr. Burioni ha un bel sito fb pubblico. Inviterei a visitare anche questo.

    Buone giornate.

    1. La ringrazio davvero tanto per questo Suo commento, così pacato.
      Ho riletto il mio articolo, scritto ormai parecchi anni fa. Con il tempo la mia posizione si è spostata, leggendo e notando troppe contraddizioni nei movimenti anti-vaccino. Dopo più di 2 ore di colloquio con la responsabile vaccinazioni della mia ASL, che è stata molto gentile e non ha usato toni terroristici, alla mia terza figlia, Febe, citata nell’articolo, ho fatto fare l’esavalente quando ha raggiunto i 2 anni. Lo stesso ho fatto con il mio quarto figlio. Adesso ho deciso che faranno anche l’MRP (con una certa inquietudine…).
      Ho risolto tutti i miei dubbi? No, affatto, me ne sono sorti molti di nuovi anche per le esperienze vissute nel frattempo. Per esempio con la pertosse. Quando la più grande dei miei figli, vaccinata secondo calendario, è stata in seconda media ha avuto una bruttissima tosse, come moltissimi suoi compagni e altri ragazzini della terza. Parapertosse l’ha definitiva il pediatra, dicendomi che erano usciti dalla copertura vaccinale e c’era stata un’epidemia. Nulla di grave, molto fastidio, il secondo antibiotico della sua vita (si poteva evitare pure quello, ma lei ha voluto accelerare i tempi di guarigione) e… il contagio del fratellino che ancora non aveva fatto l’esavalente! Aveva due anni, l’appuntamento era fissato, ma abbiamo rimandato e, sapendo di cosa si trattasse, abbiamo iniziato subito l’antibiotico e anche per lui il disagio è stato minimo. E ora mi chiedo per quanti anni il fratello più grande e Febe, vaccinati, saranno protetti, mentre lei e il piccolo avranno un’immunità a vita avendo passato, con disagi minimi, la malattia?
      Ho capito comunque che molte informazioni (vedi il grafico spiegato da Lei) ci vengono vendute grazie alla nostra ignoranza in materia anche dai medici anti-vaccino. Purtroppo in questi anni ho anche avuto a che fare con gli interessi dell’industria farmaceutica con abbassamenti dei valori di riferimento per vendere più farmaci, problema denunciato anche da molti medici e non tutti tendenziosi! Quanto questo può influenzare il mondo delle vaccinazioni?
      Mi piacerebbe che si potesse avere un confronto serio tra gente comune e specialisti per sentire le ragioni del sì e del no, al di fuori di interessi di lobby o personali. e magari con toni pacati. Il sito che lei mi ha indicato, per esempio, lo conosco già, ma non riesco più ad affrontarlo per i toni sbeffeggianti usati nei confronti di chiunque osi anche solo mettere in dubbio la medicina “tradizionale”. Per esempio sul parto in casa con il signore in questione non può esserci dialogo… e su quello io ho le mie certezze!
      Io mi fido degli specialisti che ho scelto, il mio medico di base e il pediatra di base. Apprezzo anche la loro apertura mentale e il rispetto nei confronti di una donna e mamma ignorante che però si pone dubbi e domande. Nessuno di loro utilizza omeopatia o fitoterapia, però quando io chiedo di poter usare un rimedio naturale non mi sbeffeggiano, mi preparano la ricetta per il farmaco e restiamo con l’accordo che, se quello naturale non funziona, prendo quello allopatico. La maggior parte delle volte mi bastano i miei rimedi, le altre volte approfitto e ringrazio di cuore la medicina e la scienza per aver migliorato la nostra vita.
      La ringrazio ancora una volta, felice vita!

      1. Nel 2014 la mia fu una scelta sofferta. Decisi di non fidarmi e iniziai a leggere. Lessi testi a favore e testi contro i vaccini.
        Alla fine decidemmo di vaccinare la nostra bimba. Sicuramente ogni vaccinazione fu vissuta con apprensione ma l’esserci documentati ci aveva portati ad una decisione più consapevole.

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